Internazionali d’Italia: Halep o Pliskova, chi sarà la nuova regina di Roma?

Simona Halep e Karolina Pliskova si contendono la corona di regina di Roma nella finale dell’edizione 2020 degli Internazionali BNL d’Italia

di Diletta Barilla

Tra la ricerca di una conferma e la voglia di una prima volta. Si potrebbe riassumere così la finale femminile dell’edizione 2020 degli Internazionali BNL d’Italia. Sulla terra rossa di Roma, Simona Halep cerca il suo primo titolo nella città eterna mentre Karolina Pliskova tenta il bis dopo il successo dell’anno scorso.

Per la tennista ceca, grande delusa degli US Open, l’occasione di veder scritto nell’albo d’oro del torneo, per l seconda volta consecutiva, il proprio nome ed eguagliare così quanto già successo in passato ad Elina Svitolina, campionessa nel 2017 e 2018, a Serena Williams che trionfò nel 2013 e nel 2014 e, a Maria Sharapova che vinse nel 2011 e 2012. Certo, l’elenco potrebbe continuare ancora ma Karolina Pliskova sa che questa è un’occasione da non sprecare.

 

La numero 2 del ranking WTA, invece, cerca punti importanti per ridurre il gap con Ashleigh Barty che guida la classifica mondiale ma che ha già annunciato il suo forfait per tutto questo travagliato 2020. Simona Halep, che questa stagione in Italia avrebbe già dovuto giocare a Palermo salvo poi ripensamenti dell’ultimo istante, ha la possibilità di diventare regina di Roma per la prima volta.

Nel suo cammino verso la finale, Karolina Pliskova ha superato nell’ordine Strykova, Blynkova, Mertens e Vondrousova faticando però solo una volta, nei quarti, contro la belga. Simona Halep invece ha lasciato dietro di se l’azzurra Jasmine Paolini, Yastremska, Putinceva e Muguruza. E se, nei quarti ha potuto godere del ritiro della kazaka, in semifinale contro la spagnola ha subito la rimonta dell’iberica prima di chiudere i conti in tre set.

Quasi coetanee, le separa un anno con la Halep classe 1991 e Pliskova classe 1992, sarà una sfida aperta quella che proclamerà la prossima regina d’Italia in una stagione che, comunque vada, passerà alla storia. Per l’ultimo atto, così come il precedente, spazio anche a qualche tifoso sugli spalti per la ricerca di una normalità che ancora si fa fatica a ricercare.

 

 

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