US Open, esplode la polemica sul doppio misto: Siniakova attacca il nuovo format “spettacolo”

Katerina Siniakova attacca la nuova formula del doppio misto agli US Open: esclusi i migliori, dentro solo le "coppie spettacolo". Il tennis si divide tra sport e show.
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Un torneo sotto i riflettori, ma non per lo sport

Lo US Open si avvicina, e con esso cresce anche il malumore nel circuito professionistico, in particolare tra gli specialisti del doppio. A scatenare il dibattito è la nuova formula del torneo di doppio misto, trasformato quest’anno in un evento più votato all’intrattenimento che alla competizione sportiva. Una scelta che ha sollevato non poche perplessità, soprattutto tra chi ha costruito la propria carriera su questa disciplina spesso relegata ai margini, ma oggi al centro di una bufera.

L’obiettivo degli organizzatori del Major newyorkese era chiaro: rendere il doppio misto più appetibile per il grande pubblico, puntando su nomi celebri, coppie inedite e un formato dal taglio più spettacolare. Ma il prezzo da pagare sembra essere alto, almeno per la credibilità sportiva del torneo.

Le voci degli esclusi: “Non c’è altro da dire”

La critica più feroce è arrivata da Katerina Siniakova, attuale numero uno del mondo in doppio femminile, che ha clamorosamente dovuto chiedere una wild card per poter partecipare. Una situazione paradossale, che ha lasciato fuori dalla lista molti tra i migliori specialisti del circuito, a favore di accoppiate dal grande impatto mediatico ma dal valore tecnico discutibile.

“Quando due numeri uno del mondo in doppio non entrano nel torneo, probabilmente non c’è altro da aggiungere”, ha dichiarato con amarezza Siniakova. Le sue parole sono diventate rapidamente virali, accendendo una discussione che va ben oltre la singola esclusione. Il problema, secondo molti, è sistemico: la spettacolarizzazione dell’evento rischia di compromettere la meritocrazia e il rispetto per chi vive il doppio come disciplina principale, non come esibizione.

Marketing contro merito: un equilibrio sempre più fragile

Il caso Siniakova è solo la punta dell’iceberg. L’idea di rendere il doppio misto un “evento” più che una competizione ha trovato sostenitori tra chi guarda alla crescita dell’audience, ma ha alienato molti atleti e appassionati. In un circuito dove il singolare maschile e femminile fanno da traino, il doppio ha sempre faticato a ottenere visibilità. Per questo, dicono in molti, l’occasione di uno Slam non dovrebbe essere sacrificata in nome del puro intrattenimento.

C’è chi parla apertamente di “svilimento tecnico”, e la sensazione che serpeggia tra i professionisti è quella di un tradimento. Il nuovo format viene percepito come una scelta che privilegia logiche di marketing a scapito della qualità sportiva. La mancata partecipazione di alcuni tra i migliori interpreti del doppio rappresenta, agli occhi di molti, un segnale d’allarme.

Una frattura difficile da sanare

Il malcontento non sembra destinato a placarsi, anzi. Il rischio concreto è che si apra una frattura tra i vertici organizzativi del tennis e una parte significativa del circuito professionistico. Se lo US Open intende davvero ridisegnare l’identità del doppio misto, dovrà farlo tenendo conto delle esigenze degli atleti che ne rappresentano l’eccellenza, e non solo delle esigenze televisive.

Il caso Siniakova potrebbe segnare un punto di non ritorno. Non solo per la sua portata simbolica, ma perché riaccende il dibattito su cosa significhi davvero valorizzare uno sport: promuoverlo con format più accessibili, o rispettarne la natura e i suoi interpreti migliori?

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