Annacone: “Roger Federer e Rafael Nadal dovrebbero dire la loro su quanto è successo all’Adria Tour”

Djokovic, a seguito della grossa imprudenza di accogliere un gran numero di spettatori e di non osservare il distanziamento sociale, rischia anche di essere sollevato dall’incarico di presidente del Consiglio dei giocatori.
di Nicola Devoto

di Redazione Tennis Circus

Novak Djokovic ha ricevuto molte critiche da colleghi e addetti ai lavori per aver organizzato il torneo esibizione Adria Tour senza alcuna misura di contenimento adeguata. Ultimo, in ordine cronologico è stato Paul Annacone.

Prima del coach alcuni colleghi avevano attacco il numero 1 del mondo ATP, senza esclusione di colpi. A partire da Vasek Pospisil: “Penso che Novak abbia avuto cuore e che le sue intenzioni fossero buone, ma c’è anche da dire che organizzare un torneo così velocemente è stato un errore“.  

Paul Annacone

A fargli eco anche Raonic: “Djokovic è contrario a partecipare a Flushing Meadows dopo aver ricevuto e conosciuto il protocollo e le condizioni imposte dalla USTA. Dopo quello che è successo, credo che le sue parole abbiano in qualche modo perso peso o valore. Avrà bisogno di tempo per riacquistare la fiducia di tutti”.

Non da meno Feliciano Lopez: “Novak Djokovic non ha dato un buon esempio per la ripresa del tennis“. D’accordo con lo spagnolo anche Kiki Bertens, sempre più scettica sulla ripresa del circuito e  Todd Woodbridge, ex campione di doppio: “Quello che è successo la scorsa settimana è stato terribile per il tennis, Djokovic non ha fornito il buon esempio, quindi dovrà adoperarsi parecchio per rimediare“. 

In questo mare di polemiche si aggiunge Paul Annacone, ex coach di Roger Federer e Pete Sampras e attualmente allenatore del talento americano Taylor Fritz. L’allenatore statunitense, originario di Southampton, ha espresso tutto il suo disappunto al periodico americano Sport Illustrated.

Djokovic ha sottovalutato gravemente, ci sono anche Federer e Nadal nel ‘Player Council ‘ e dovrebbero esprimere la loro opinione al riguardo. Ci sono oltre 500 giocatori in tutto il mondo che attendono solo di poter tornare a giocare e quindi penso che tanti giocatori siano perplessi su ciò che ha fatto Djokovic. La sua passione e la volontà di fare qualcosa di buono per il popolo balcanico era nobile, ma il risultato finale è stato davvero disastroso“. 

Nei giorni scorsi Nole ha provato a chiedere scusa attraverso i social: “Credevamo che le condizioni fossero quelle giuste in un momento in cui il virus si era indebolito. Sfortunatamente, il virus è ancora presente ed è una nuova realtà con cui stiamo imparando a convivere. Sono dispiaciuto moltissimo per ogni singolo caso di contagio, spero non incida sulla salute di nessuno e che tutto vada per il meglio. Rimarrò in isolamento per i prossimi 14 giorni e ripeterò il test tra cinque giorni”.

Nicola Devoto

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