Verdasco: “Giocherò tutti i tornei, ma la priorità è la salute”

Verdasco: “Giocherò tutti i tornei, ma la priorità è la salute”

Lo spagnolo è fiducioso e pronto ad adattarsi al calendario fitto. Per quelli come Verdasco, però, a 36 anni bisogna ascoltare anche il proprio corpo.

di Samuele Diodato

Fernando Verdasco è pronto per ripartire. L’ex Top-10 ha rilasciato un’intervista per Tennis Majors, parlando delle sue sensazioni e dei suoi piani per il futuro. Durante il periodo di stop dalle competizioni Atp, l’iberico si è quasi completamente riposato. La seconda edizione dell’Ultimate Tennis Showdown, con le rivoluzionarie regole studiate da Patrick Mouratoglou, è il suo primo torneo giocato dal lontano febbraio. Dopo la prima giornata Verdasco è in testa al gruppo B grazie alla vittoria ai danni di Benoit Paire, nonostante la sconfitta all’esordio contro Corentin Moutet. Il numero 52 del mondo già guarda al futuro, e ne ha parlato con discreto ottimismo.

Non manca ovviamente un pizzico di amarezza: “Fino a due giorni fa volevo andare a Washington“, ha confessato Verdasco, “ma poi gli organizzatori hanno dovuto cancellarlo“. All’orizzonte, per ora, tante incertezze: “Gli organizzatori si stanno preparando, ma non sappiamo se Cincinnati e Us Open potranno giocarsi. Prenderemo una decisione all’ultimo minuto per gli Stati Uniti, dove si registrano sempre più casi, giorno dopo giorno. Per questo non ho ancora ben chiaro cosa farò“. Guai però a pensare che un veterano come lui, innamorato della propria professione, possa tirarsi indietro a priori: “Dovremo valutare. Se la situazione sarà sicura proverò ad andare a New York per giocare“.

Quanto alla stagione sulla terra battuta, i dubbi di Verdasco sono minori: “Poi voglio tornare in Europa per Madrid, Roma e per il Roland Garros“. Sarà un qualcosa di mai visto prima nella storia del tennis, per cui ogni piccola decisione potrebbe avere un grande peso, ma l’ex semifinalista agli Australian Open comprende perfettamente. “Sarà un calendario fittissimo, ma a questa stranissima situazione dobbiamo adattarci. Potranno verificarsi anche degli infortuni qualora decidessimo di giocare su due differenti superfici in pochissimo tempo“.

Verdasco è nato a Madrid, ed alla città è legatissimo: a novembre dello scorso fu deluso dalla mancata convocazione per la Coppa Davis, ma prima edizione con la nuova formula, per una nuova Era cominciata proprio a Madrid. A novembre 2020, però, il tennista mancino compirà 37 anni, quindi per il Mutua Madrid Open, in programma dal 13 al 20 settembre, è ancora tutto da vedere. “Dobbiamo pensare al nostro fisico. È questa la cosa più importante ora“, ha ammesso. Poi ha concluso: “Vorrei provare a giocare tutti i tornei. Giocare Madrid immediatamente dopo un Major sarà però una situazione molto anomala. Se il mio corpo mi chiederà di fermarmi dopo lo Us Open, non esiterò, pur con grande dispiacere, a saltare il torneo della mia città“.

Fernando Verdasco Mutua Madrid Open

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