Olimpiadi rinviate: sorride Wimbledon, rimpianto Roland Garros. E Roma?

Olimpiadi rinviate: sorride Wimbledon, rimpianto Roland Garros. E Roma?

Il rinvio dei Giochi Olimpici di Tokyo libera una settimana nel calendario tennistico della stagione 2020. Wimbledon sembra il candidato numero uno ad accaparrarsi la data.

di Antonio Sepe

Continua a causare problemi (anche) nel mondo dello sport la pandemia da Covid-19. In seguito ai tanti eventi nazionali ed internazionali cancellati, in mattinata è arrivata l’ufficialità del rinvio al 2021 dei Giochi Olimpici di Tokyo, originariamente in programma nell’estate del 2020. Si tratta di una notizia con un notevole impatto mediatico e che, seppur in piccolo, coinvolge anche il tennis. Dal 25 luglio al 2 agosto infatti, i migliori giocatori dei circuiti Atp e Wta sarebbero volati a Tokyo per contendersi le tre medaglie a disposizione. A causa dell’emergenza Coronavirus, invece, non potranno più farlo; eppure ciò non è una brutta notizia sotto tutti i punti di vista.

Ragionando con un po’ di ottimismo, infatti, a fine luglio – vale a dire nella data prestabilita per Tokyo 2020 – il peggio potrebbe essere ormai alle spalle e si potrebbe dunque riprendere a giocare a tennis. In virtù di ciò si libera una settimana nel calendario che potrebbe essere utilizzata per far disputare qualche torneo. Le ipotesi sono davvero tante, ma quella più logica e accreditata è coinvolgere la parte di stagione su erba. Ci sarebbe la possibilità di far disputare nella data in principio occupata dalle Olimpiadi il torneo di Wimbledon e, magari nelle settimane precedenti, dei tornei preparatori come Halle o il Queen’s. Ovviamente si tratta di un’ipotesi molto ottimista dato che non è detto che a luglio la situazione sia migliorata. 

Non ha molto da sorridere invece il Roland Garros, che dopo aver bloccato le due settimane dal 20 settembre al 4 ottobre, anche in maniera relativamente arrogante, si ritrova di fatto con un’occasione sprecata. Lo slam francese avrebbe infatti potuto avere la precedenza su Wimbledon, sia per motivi di date che in virtù dei tornei su terra rossa di Amburgo, Kitzbuhel, ecc. in programma nelle settimane precedenti. A meno che non venga cancellato l’evento che si disputa sui prati di Church Road, il quale ha già bocciato l’ipotesi porte chiuse, Parigi dovrà accontentarsi di inizio autunno.

Rimane infine l’incognita degli Internazionali d’Italia. Il futuro del torneo di Roma probabilmente dipenderà esclusivamente dal Roland Garros. Pochi giorni fa Binaghi aveva detto ai microfoni di Sky Sport che sarebbe stato disposto a programmare il Masters 1000 italiano in qualsiasi data e su qualunque superficie. Appare piuttosto difficile però, che l’evento possa avere un senso lontano dal Roland Garros. Con ogni probabilità, qualora il torneo dovesse disputarsi, lo farebbe in preparazione dello slam parigino. Le possibilità sono oggettivamente poche, specialmente se l’Open di Francia dovesse prendere il via a pochissima distanza dallo Us Open.

Cambiano gli scenari, ma non muta il minimo comune denominatore: finché non sarà risolta l’emergenza Coronavirus, il tennis non può far altro che aspettare. A maggior ragione: state a casa, stiamo a casa.

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