Buon compleanno, Pico!

Buon compleanno, Pico!

di Simone Marasi, @Simone_Marasi

Il 29 marzo di 31 anni fa nasceva in quel di Tandil un bambino destinato, qualche anno più tardi, a scrivere il proprio nome tra i più grandi tennisti argentini di sempre.

Fin da piccolo, Juan compie le prime esperienze tennistiche, all’età di appena sei anni. La grinta e soprattutto la tenacia lo portano ad affermarsi subito nel tennis di categoria e nel 2002 fa il suo debutto da professionista. Tredici anni dopo, il suo palmares parla chiaro: 20 finali disputate, di cui 8 vinte, e un best ranking nella top 10, risalente al luglio di tre anni fa. Negli Slam non ha mai raggiunto risultati degni di nota, fermandosi al massimo al quarto turno a Parigi e New York.

Quello che sorprende di Pico, così è stato soprannominato, è il suo attaccamento alla maglia albiceleste. Ogni qual volta è chiamato in causa dal capitano della propria nazionale, lui risponde a gran voce, sia in campo che fuori. La sua duttilità di gioco ha fatto si che molte volte venisse schierato sia nei match di singolare che in quelli di doppio, specialmente se la superficie di gioco è la terra rossa. Difatti la sua affidabilità ed esperienza in queste situazioni è cosa ormai comprovata, avendo disputato più di 20 partite in questa competizione.

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Recentemente sulla questione Davis ha avuto una polemica con il suo concittadino Juan Martin Del Potro, che si è tramutato da fratello a perfetto sconosciuto. L’oggetto del contendere è stato proprio la convocazione in Davis, da cui Pico è stato escluso, a suo dire, con lo zampino del gigante argentino, nonostante la finale conquistata a Rio pochi giorni prima.

A soli 31 anni Juan Monaco sembra ormai esser stato tagliato fuori dalla compagine argentina, nonostante l’età gli possa permettere ancora di giocare ad alti livelli, soprattutto in competizioni internazionali (Seppi insegna). Chissà che in futuro non possa essere richiamato a difendere i colori bianco-azzurri, chiamata tanto attesa da Pico e dai suoi fan, quando sicuramente il primo non volterà le spalle alla propria nazione e scenderà in campo dimenticando delle polemiche passate con capitano ed ex-fratelli.

Di Simone Marasi

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