Jessica Pegula e la via ritrovata

Jessica Pegula e la via ritrovata

I problemi fisici avevano frenato la crescita della statunitense, ma la ritrovata salute e la voglia di tornare in campo hanno dato la svolta decisiva, necessaria per l’approdo al tennis che conta. Fresca vincitrice del suo primo titolo e con un best ranking a ridosso della top 50, Jessica Pegula sta vivendo il miglior momento della sua carriera.

di Marco Bonavoglia

La carriera di Jessica Pegula nel mondo delle professioniste è iniziata presto e ha trovato fin da subito un esito più che positivo. A 17 anni nelle prime 300 del mondo, a 18 nelle prime 150, anche se nell’anno seguente rimane a navigare attorno alla 200esima posizione. Nel 2014 arriva però il primo ostacolo, un brutto infortunio al ginocchio che la costringe a prendere una pausa di ben 12 mesi dal circuito, pausa che paga anche in termini di ranking, sprofondando di oltre 500 posizioni. Ancora giovane e pronta alla ribalta, il 2015 segna sia il ritorno al tennis che l’esordio a livello WTA con le qualificazioni superate a Charleston, s’Hertogenbosch e soprattutto a New York, dopo aver perso al turno decisivo sia al Roland Garros che a Wimbledon. A Flushing Meadows è arrivata anche la sua prima vittoria in un main draw grazie al successo su Alison van Uytvanck, coetanea belga che pochi mesi prima era arrivata nelle prime 8 nello Slam parigino. Una cavalcata, fermata poi da Dominika Cibulkova, che le ha permesso di arrivare a fine anno nuovamente alla posizione 150, per ripartire finalmente verso l’élite.

Nel 2016 continua a comparire in tabelloni di qualificazioni e main draw e nell’estate americana raggiunge la sua prima semifinale WTA nel torneo International di Washington, di cui torneremo presto a parlare. Quando sembrava aver preso confidenza con il livello del circuito maggiore un nuovo problema fisico si affaccia all’orizzonte, con un dolore all’anca che la costringe ad un intervento chirurgico a metà del 2017. È la stessa Pegula a parlare di quel periodo in un’intervista di pochi mesi fa, raccontando come ogni volta che la svolta sembrava vicina, un problema fisico spuntava fuori, mettendola ai box e facendole perdere terreno in classifica, fiducia e forma. 

Jessica Pegula

Precipitata ancora fuori dalle prime 600 al mondo, nel 2018 Jessica riesce finalmente a giocare un intero anno, dando grande continuità ai risultati nei tornei Itf e soprattutto raggiungendo la sua prima finale WTA a Quebec City a settembre, cedendo solo a Pauline Parmentier. Era la spinta che le serviva, quella svolta mai arrivata definitivamente, che la lancia verso la top100 e soprattutto chiarisce una volta per tutte come il talento della giovane americana sia più che sufficiente per arrivare in alto. A gennaio 2019 arriva una nuova finale, questa volta nel 125k di Newport Beach, dove solo una in formissima Bianca Andreescu riesce ad arginarla, finale raggiunta poco dopo anche nel 100k di Midland, fermata stavolta dalla Nextgen Caty McNally. Entrata finalmente nella top 100, Pegula vive il periodo su erba e terra senza grandi acuti, anche considerando che non sono superfici su cui ha giocato molto in carriera. Tornato il cemento, torna anche la vittoria, ed è la più dolce in carriera.

Arrivata da numero 79 del mondo a Washington, una cavalcata perfetta la porta nella sua seconda finale a livello International; Siniakova, Swiatek, Davis e Kalinskaya sono state le sue vittime prima di incrociare Camila Giorgi, da poco rientrata dopo un fastidioso infortunio al polso. Non c’è stata alcuna lotta purtroppo per i tifosi azzurri, con una Pegula perfetta che ha conquistato con un duplice 6-2 il suo primo titolo in carriera. Una grande gioia per la nativa di Buffalo, che a 25 anni può alzare il suo primo trofeo e festeggiare il best ranking di numero 55 del mondo. Ma Jessica non se li sente i suoi anni, a causa di tutti quegli stop a rallentare l’ascesa. Davanti a lei c’è ora la possibilità di vivere la carriera che le è stata fino ad ora negata, di poter giocare nei più importanti circoli al mondo e di dimostrare a tutti che uno stop è solo un ostacolo da superare per raggiungere i propri obiettivi e far avverare i propri sogni.

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