Le fantastiche 4!

Le fantastiche 4!

Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Roberta Vinci e Sara Errani hanno reso grande il tennis italiano. Oggi, con quasi tutte e quattro le racchetta appese al chiodo, il ricordo dei traguardi raggiunti resta ancora vivido.

di Antonio Spanò

Con l’emergenza coronavirus, tutto il mondo del tennis si è fermato, concedendo il famoso “anno sabbatico” ai tornei dei circuiti maschile e femminile sparsi per il mondo. Proprio in questi giorni avrebbe avuto inizio l’evento che rappresenta il fiore all’occhiello dell’intero movimento tennistico italiano: stiamo parlando degli “Internazionali BNL d’Italia”. L’incantevole cornice del foro italico, impianto sportivo unico nel suo genere, quest’anno non sarà teatro di autentiche battaglie fra i fenomeni della racchetta. Se da un lato Roma è stata da sempre terra di conquista di campioni come Sharapova, Djokovic o Nadal, capaci di far brillare più volte il trofeo, alzandolo verso il cielo capitolino, dall’altro ha regalato tanti splendidi ricordi e grandissime emozioni anche ai campioni nostrani, in modo particolare alle fab 4 in gonnella, orgoglio del nostro movimento: Schiavone, Pennetta, Vinci ed Errani. Non a caso, tutte o quasi, hanno deciso di salutare la loro carriera proprio li’ a casa, a Roma, fra le braccia del tanto amato pubblico che le ha sempre sostenute ed accompagnate.

Francesca Schiavone – Francesca ha scritto davvero le pagine di storia del nostro sport. Ce la ricordiamo tutti quando, nell’ormai lontano 2010, zitta zitta conquistavo il titolo del Roland Garros, in quella che sarebbe stata una vera e propria cavalcata trionfale e, soprattutto, inaspettata. Sarebbe stata in grado di ripetere quasi lo stesso miracolo sportivo nell’anno successivo, arrivando di nuovo i finale, prima di perdere dalla cinese Li. Da quell’anno, Franci si sarebbe confermata ai vertici del tennis mondiale, fino ad arrivare al numero 4 delle classifiche. Sul rosso era capace di esprimere al meglio il suo potenziale, con un tennis fatto di variazioni e sacrificio, fatto di scambi che ti tagliano le gambe e che ti fanno assaporare ancora di più i successi ottenuti. Una grandissima combattente, dentro e fuori il campo di gioco. 

Flavia Pennetta – La tennista pugliese è forse stata la prima a sottoporsi alle luci della ribalta. Prima tennista italiana ad entrare nella top 10. Solida e regolare, era capace di esprimere il meglio di sé sui campi in cemento americani, quasi da italiana “atipica”. Proprio quegli stessi campi, nel 2015, le avrebbero regalato la gioia più grande della sua carriera, una duplice gioia: la vittoria agli US Open, giocata contro la sua amica Roberta Vinci. Tanti sono stati i successi, tanti i traguardi raggiunti. Ora ce la ritroviamo completamente assorbita dalla sua nuova vita da madre, accanto al suo grande amore e collega Fabio Fognini.

Roberta Vinci – Inutile dire quanto tutti siamo stati da sempre affascinati da quel rovescio in back, capace di variare il gioco e far assumere alla palla traiettorie quasi al limite delle leggi della fisica. Lo stesso rovescio in back che, nel 2015, impedì a Serena Williams di conquistare il tanto ambito grande slam, proprio davanti al proprio pubblico, in quella partita che appariva dall’esito più che scontato. Ciò che sarebbe accaduto, poi, lo sappiamo benissimo. Il tennis di Robertina appassionava per la sua imprevedibilità, per il fatto che si serviva di armi che sembravano appartenere al passato, del tutto differenti da quelle delle sue colleghe. Insieme alla sua amica e collega Sara Errani, poi, si sarebbe costruita anche una splendida carriera in doppio. 

Sara Errani – Come tutte le tenniste sopra citate, anche Sara Errani, a modo suo, ha vissuto il suo periodo di gloria e ha contribuito a scrivere pagine di storia. Ce la ricordiamo nel 2012 in finale al Roland Garros contro Maria Sharapova, forse all’apice della sua carriera, finale purtroppo persa. Era il terzo anno di fila in cui una tennista italiana si spingeva fino all’ultimo giorno del torneo parigino. Due anni più tardi, poi, avrebbe raggiunto lo stesso risultato anche a Roma, questa volta contro Serena Williams. Sara ha dato tanto anche in doppio, in una carriera che molto probabilmente non le ha concesso la possibilità di giocarsi fino in fondo le sue possibilità.

A modo loro, chi più e chi meno, queste ragazze resteranno sempre nei cuori di noi appassionati. Le Fed Cup ottenute l’una accanto all’altra, le emozioni ed i successi, resteranno sempre impressi nella nostra mente. Buona vita ragazze!

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