La rivoluzione può attendere

La rivoluzione può attendere

Reggono ancora le mura dei Fab 3 negli Slam. Quando arriverà il primo vincitore tra i nuovi?

di Edoardo Iuretich, @Edo_the_real

The same old story. Ancora una volta uno dei tre fenomeni si prende un torneo dello Slam lasciando il perenne nuovo che avanza a zero; 17esimo Slam in carriera per Novak Djokovic, il 56esimo della triade degli immortali.

I numeri parlano chiaro: 56 Slam tra Federer a 20, Nadal a 19 e Djokovic a 17. Equivalgono a 14 anni di Slam. Tre fenomeni che hanno fagocitato intere generazioni e sono ancora lì a fagocitarne altre. Era il 2003, per la precisione Wimbledon 2003 quando arrivò il ciclone Federer. Primo Slam dello svizzero in finale contro Mark Philippoussis.

Nadal in quel momento aveva 17 anni e in quel Wimbledon si era rivelato arrivando al terzo turno. Djokovic era un 16enne che giocava prevalentemente dei Futures ed era conosciuto forse da qualche appassionato del sottobosco tennistico. Quel successo di Federer era il settimo Slam consecutivo vinto da giocatori diversi. Arrivò poi il titolo di Andy Roddick allo Us Open, con Federer eliminato precocemente e ancora alla ricerca dell’onnipotenza che di lì a poco sarebbe arrivata.

Le stagioni 2002 e 2003 avevano avuto otto diversi vincitori Slam. In ordine: Johansson, Costa, Hewitt, Sampras, Agassi, Ferrero, Federer e Roddick. Più di uno di questi senza le stimmate del campionissimo, ma poco più che ottimi giocatori. Erano altri tempi, un Johansson che da numero 16 del mondo vince uno Slam oppure un Costa al numero 20 che vince il Roland Garros oggi sarebbe utopia. Sarebbe impossibile. proprio perché ora ci sono loro tre: Federer, Nadal e Djokovic. I più forti tennisti della storia. Come se nello sci ci fossero contemporaneamente Tomba, Hirscher e Stenmark. Se vuoi vincere uno Slam almeno uno, se non due, se non addirittura tutti e tre, li devi battere.

Nadal vincerà il primo Slam al Roland Garros 2005, Djokovic all’Australian Open 2008. Lo ripetiamo: 56 degli ultimi 67 Slam appannaggio di quei tre; 56 la triade contro 11 del resto del mondo è il risultato parziale di questi quasi 17 anni. Gli altri? Murray si è fatto letteralmente in due per raccogliere tre Slam in 11 finali, Wawrinka ha compiuto tre miracoli vincendo pure lui tre Slam, e poi i due casi isolati di Del Potro e Cilic agli Us Open. Roddick, Gaston (nomen omen) Gaudio e Safin hanno vinto nel dominio Federer, col russo capace di batterlo direttamente mentre gli altri due approffitando di due passi falsi dello svizzero agli albori dell’era Federer. Non c’erano ancora Nadal e Djokovic. Si potrebbe dire che allora era molto più facile.

Gli ultimi 13 Slam tutti dai Fab 3. Più invecchiano e più vincono. Ultimo vincitore Slam fuori dalla triade, Stan Wawrinka allo Us Open 2016. Torneo dove non c’era Federer (infortunato), Nadal in crisi di risultati e reduce da problemi fisici perse da Pouille e Djokovic già coi primi sintomi di quella crisi che lo aveva allontanato dal vertice per quasi 2 anni. Torneo strano, quello Us Open 2016. La domanda ormai che circola da tempo è chi sarà colui che spezzerà questa egemonia. Chi sarà in grado di fermare questo dominio.

Ci hanno provato in tanti, ma per il momento le mura reggono ad ogni attacco. Gli ultimi due guerrieri ci sono andati vicinissimi. Daniil Medvdev allo Us Open ha perso 64 al quinto contro Nadal in finale. Sembrava l’uomo forte del momento dopo l’impressionante striscia di vittorie estive. E invece no, sul più bello è mancato qualcosa o forse quell’altro ha tirato fuori quel qualcosa in più che i comuni mortali non possono arginare. Il secondo, la scorsa domenica, Dominic Thiem. Aveva tutto per battere Djokovic e spezzare l’egemonia. Potenza, solidità, fisico e testa. Sembrava fatta sopra 2 set a 1 in finale ed invece niente. Anche stavolta Djokovic raddrizza una partita quasi persa e vince 64 al quinto. Ancora un’altra volta il nuovo vincitore lo avremo il prossimo Slam. Nessun under 30 possiede un titolo Slam. Il più giovane è Marin Cilic, che è nato nel 1988: ha 31 anni e mezzo.

Quanti altri Slam vinceranno quei tre? Quando finirà tutto questo? Chi sarà in grado di vincere uno Slam? Nessuno può saperlo, l’unica cosa chiara è che padre tempo prima o poi farà il suo percorso. Le carte d’identità cominceranno a pesare sempre più. Per Federer cominicia a diventare un peso quasi insopportabile: 38 anni e mezzo è ancora competitivo ai massimi livelli. Qualcosa di straordinario, se vogliamo di quasi impossibile. Potrà vincere ancora uno o più Slam? Difficile, ma non impossibile. Wimbledon potrebbe essere realmente l’ultima chance e sarebbe qualcosa di clamoroso a praticamente 39 anni.

Nadal di anni ne ha 33, che diventeranno 34 a giugno. Il suo feudo è il Roland Garros dove ha vinto 12 volte perdendo solo due partite. Gli ultimi tre Roland Garros vinti in carrozza perdendo per strada due set in tre edizioni. Sarà il grande favorito a Parigi. Novak Djokovic 32 anni, 33 a fine maggio. Sembra il più integro e se vogliamo il più forte. Ha vinto cinque degli ultimi sette Slam da quando è tornato dalla “pausa”. Quando non ha vinto come allo Us Open 2019 si è arreso a problemi fisici ritirandosi ed a Parigi ha perso in semifinale 75 al quinto. Vero che un paio di Slam li ha vinti risorgendo da situazioni che sembravano disperate, ma questo è Nole. Insomma l’impressione è che possa ancora vincere qualche Slam a meno di eventi imponderabili.

Forse la triade si sta per trasformare in duopolio: Federer ha vinto l’ultimo Slam a Melbourne nel 2018. Gli ultimi 8 se li sono spartiti Djokovic con cinque e Nadal con tre.  Però i tre mostri sacri sono ancora numero 1,2 e 3 del mondo. La prima volta che successe era il luglio 2007. L’ordine era diverso con Federer davanti a Nadal e Djokovic, ma sono sempre loro tre. Sono passati quasi 13 anni, da non credere.

Pat Cash, ex campione a Wimbledon nel 1987, lo ha detto abbastanza chiaramente che vincere Slam al giorno d’oggi per i “primus inter pares” è impresa assai ardua: “Non è facile vincerli, non ci sono molti che possono farcela. Però dopo l’addio di Federer, Nadal e Djokovic diversi giocatori potranno lottare per il titolo. Questi tre, anche se non sembra, non potranno giocare per sempre”. Avesse ragione, e fino ad oggi ha ragione, toccherà aspettare ancora qualche anno. I ritiri non sembrano imminenti.

Cerchiamo di capire dove possono esserci maggiori per gli outsider possibilità nel futuro. Il prossimo slam a Parigi non concede troppe speranze alla concorrenza. Nadal lì sembra imbattibile. Due sole sconfitte, 12 vittorie al Roland Garros. Ci vuole un’impresa paranormale. Probabile che la rivoluzione non avvenga lì. Forse più possibilità a Wimbledon? Probabilmente no. I Championships sono lo Slam meno indicato alle sorprese ed agli exploit dei giovani. Dal successo di Federer del 2003 hanno vinto solo i fab 4 (8 Federer, 5 Djokovic, 2 a testa Nadal e Murray).

Più probabile che lo Slam indicato sia lo Us Open che negli ultimi anni ha riservato qualche sorpresa, soprattutto per via degli acciacchi fisici al nono mese di stagione. Difficile però ora fare previsioni così a lungo raggio.

Se non ne potete più di vedere sempre le stesse facce che fanno incetta di Slam ci sono solo due soluzioni: guardare lo schizofrenico e democratico circuito femminile dove abbiamo avuto 25 campionesse Slam dal 2006. Oppure, se non vi interessa il tennis femminile e volete seguire solo  quello maschile, basta guardare il circuito di tornei inferiore agli Slam. Un circuito dove i Master 1000 li vincono Medvedev, Zverev, Thiem, Khachanov, Isner, Sock ecc ecc. Un circuito dove la NextGen è già arrivata e prepotentemente. Un circuito dove i Fab 3 non sembrano imbattibili. Poi ci sono gli Slam e lì invece, come cantava quel tale, è sempre “the same old story”.

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