Scintille a Wimbledon, Fritz accusa Perricard: “Io ho detto che volevo andare avanti, lui no”

A Wimbledon scoppia la polemica: Fritz voleva continuare il match, ma Perricard ha detto no. Il coprifuoco ferma una sfida che prometteva scintille.
taylor_fritz-7

Il coprifuoco di Wimbledon accende nuove polemiche

A Wimbledon si gioca tra tradizione e tensioni, e quest’anno il famigerato coprifuoco delle 23 (mezzanotte in Italia) ha già fatto discutere fin dal primo giorno. In particolare, il match tra Taylor Fritz e Giovanni Mpetshi Perricard, interrotto quando sembrava sul punto di esplodere in un quinto set epico, ha scatenato una vera e propria polemica.

Il regolamento è chiaro: le partite non possono proseguire oltre l’orario stabilito, imposto in accordo con i residenti del quartiere, che da sempre difendono la quiete della zona. Ma a far discutere questa volta è stata la gestione di quei 40 minuti residui che separavano il match dalla sospensione obbligatoria.

Una rimonta spezzata sul più bello

Fritz, testa di serie numero 5 e reduce da un clamoroso recupero, era riuscito a ribaltare un tie-break del quarto set che lo vedeva sotto 5-1, chiudendo 8-6 e rimandando il verdetto al quinto set. Carico di adrenalina, avrebbe voluto continuare subito, approfittando dell’inerzia a suo favore.

Il giudice di sedia ha quindi consultato i due giocatori: si poteva andare avanti, ma solo se entrambi erano d’accordo. Ed è qui che la situazione si è complicata.

Secondo quanto raccontato dallo stesso Fritz sui social, “Ci avrebbero lasciato giocare se il mio avversario fosse stato d’accordo. Io ho detto che volevo andare avanti, lui no”. Un’affermazione che ha sollevato diverse reazioni, soprattutto da parte dei tifosi americani, delusi per la sospensione dell’incontro proprio nel momento più avvincente.

Mpetshi Perricard dice no: “Si gioca in due”

Il francese Mpetshi Perricard, protagonista fin lì di un match solido e avanti due set a zero, avrebbe preferito fermarsi e affrontare il set decisivo il giorno dopo, nonostante ci fosse ancora margine per proseguire. Una decisione legittima, secondo regolamento, ma che ha inevitabilmente raffreddato l’atmosfera e suscitato il disappunto dello statunitense.

Come spiegato anche dallo stesso Fritz, “Nel tennis, per continuare servono entrambi d’accordo, e se uno dei due non vuole, la partita si ferma”. Parole che non nascondono una certa frustrazione, ma che sottolineano anche la realtà di uno sport dove, a volte, la volontà di un solo atleta non basta.

Si riparte dopo Sinner-Nardi

Il match è stato quindi rinviato alla giornata successiva, e il quinto set si giocherà dopo l’incontro tra Jannik Sinner e Luca Nardi, in programma sul Campo 1 alle ore 14 italiane. Un finale che promette scintille, con i riflettori puntati su una rivalità che si è improvvisamente accesa anche fuori dal campo.

Wimbledon resta fedele alle sue regole, ma l’episodio tra Fritz e Perricard riapre il dibattito: è giusto che la prosecuzione di un match venga subordinata al consenso di entrambi i giocatori? E soprattutto, cosa succede quando l’accordo non c’è, ma il tempo sì?

Potrebbe interessarti anche...

NEWS

PIù POPOLARI