E’ calato il sipario sulla 138esima edizione di Wimbledon, il prestigioso torneo che si gioca sull’erba dei campi dell’All England Lawn Tennis and Criquet Club di Londra.
La prima settimana
La prima settimana è stata caratterizzata dalle sorprese, che si traducono nello specifico nelle sconfitte di alcuni nomi di spicco dai quali alla vigilia ci si aspettava di sicuro una migliore prestazione.
Il tedesco Alexander Zverev, il danese Holger Rune, il britannico Jack Draper, gli italiani Mattero Berrettini e Lorenzo Musetti, la statunitense Cori Dionne Gauff, detta Coco, la statunitense Jessica Pegula, la cinese Zheng Qinwen, la statunitense Madison Keys, l’italiana Jasmine Paolini, per fare qualche nome delle teste di serie del circuito maschile e femminile che sono uscite nei primi turni di gioco.
I motivi di queste prestazioni poco edificanti e al di sotto delle loro reali possibilità non sono facili da decifrare, anche se sono esseri umani e ognuno ha avuto le relative ragioni.
Un motivo di carattere collettivo potrebbe fare pensare al fatto che il tennis ha caratteristiche diverse rispetto a qualche anno fa.
Secondo alcuni esperti del settore, anche la superficie in erba di Wimbledon potrebbe essere imputata, perché il manto ha caratteristiche diverse rispetto ai campi analoghi.
La seconda settimana
La seconda settimana ha delineato la situazione definitiva che avrebbe ai quarti, alle semifinali e all’ultimo atto della finale del torneo in questione.
Il risultato è stata la conferma che i primi della classe avrebbero proseguito il loro cammino sino alla finale.
Nel dettaglio è stata confermata la supremazia di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, rispettivamente numero uno e numero due del ranking mondiale, seguiti da un inossidabile Novak Djokovic che ha ceduto in semifinale a un incontenibile Jannik Sinner che, aveva un unico obiettivo, arrivare in finale.
Un sogno e se, come canta il brano del classico Disney “Cenerentola”, “I sogni son desideri”, quello del nativo di San Candido era uscire trionfatore dal Campo Centrale dell’All England Lawn Tennis and Criquet Club, del quale è diventato membro onorario, sollevando l’ambita Coppa.
La tenacia, bravura e perseveranza, gli hanno consentito che il sogno si trasformasse in realtà, coronando il suo desiderio.
Lui che, con questa vittoria, è diventato il primo italiano a raggiungere il prestigioso traguardo.
Le conclusioni
Le conclusioni portano a ringraziare un ragazzo che senza presunzione e con molta umiltà sta scrivendo per l’Italia del tennis delle pagine indimenticabili e piene di orgoglio allo stesso tempo, in un’epoca che ha visto la fine dei “Big Three” Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer e l’inizio dallo scorso anno dell’era dei “Big Two” Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
La loro è una superiorità netta perché chi li segue in classifica ranking ha un livello inferiore.
I due ragazzi, 45 anni in due, si stanno spartendo gli Slam.
Due Australian Open (2024, 2025), un Us Open (2024) e un Wimbledon (2025) per il numero uno del mondo.
Due Roland Garros (2024, 2025), due Wimbledon ( 2023, 2024) e un US Open (2022) per il numero due del ranking.
Come affermano anche esperti del settore e addetti ai lavori, la loro “rivalità” caratterizzerà il tennis dei prossimi anni, per adesso non si vede nessun altro che gli possa dare del filo da torcere e possa riuscire a batterli, a meno che non siano al meglio della forma oppure incappino in una giornata negativa, che, essendo esseri umani non è impossibile.
Non si può che ringraziarli per mettere in campo il loro miglior tennis, offrendo agli spettatori delle emozioni indescrivibili e indimenticabili.


