Andy Murray: “Lendl è il miglior allenatore che abbia mai avuto”

Andy Murray: “Lendl è il miglior allenatore che abbia mai avuto”

Il numero due della classifica Atp racconta del ritorno del coach con cui ha avuto maggior successi, non tralasciando di parlare anche di Amelie Mauresmo.

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Incontriamo Andy Murray sul set di uno spot televisivo, mentre colpisce un auto sportiva con un servizio.

Al termine delle riprese, lo raggiungiamo nella pit lane del circuito di Thurxton,dove parliamo del ritorno nel suo team di Ivan Lendl il coach che l’ha aiutato a vincere due slam,UsOpen, Wimbledon e un oro Olimpico.

UNO SPORT DIFFICILE “Ho provato un pò tutti gli sport, calcio, go-kart, biliardo solo ora è solo tennis.Non so cosa farò quando smetterò, forse il senso di competizione lo si ottiene nuovamente iniziando una nuova avventura, magari allenando.”

Dopo aver incrociato le armi con Roger Federer nelle sue prime due finali, sembrava aver già incontrato lo scoglio maggiore, ma il destino gli ha messo di fronte il suo coetaneo Novak Djokovic, che non gli ha mai concesso nulla in ogni loro incontro.

Andy spesso criticato per il suo comportamento in campo, è sempre ritornato in gran forma dopo ogni suo infortunio senza mai lamentarsi delle condizioni ostili.

Murray recente finalista nello slam parigino, parla di cosa gli piaccia del tennis:“Il bello del tennis è che il suo sistema di punteggio prevede che alla fine si abbia un vincitore e il migliore in campo, a differenza degli sport di squadra.E’ uno sport bellisimo ma allo stesso tempo difficilissimo, sopratutto in questo momento in cui ci sono dei ragazzi fortissimi.”

UN TENNISTA DAL CUORE TENERO – 32 milioni di montepremi, 36 titoli, un anno d’oro in cui ha vinto due slam ed un oro olimpico, ma alla fine nei tornei che contano il giocatore che non perde mai è Novak Djokovic.

Il comportamento di Murray è tornato sotto i riflettori quando ad aprile si è separato da Amelie Mauresmo che ha violato l’omertà dello spogliatoio in un’intervista.”Andy è complesso, sul campo è l’opposto di quello che è nella vita.” Anche Roddick è dello stesso parere:“Non ha paura di mostrare il lato peggiore di sè, può esser petulante, ma negli spogliatoi è molto premuroso verso tutti.”

Lo scorso anno trascinatore di Davis, nel 2012 ha commosso il regno unito in lacrime dopo la sconfitta pr mano di Roger Federer.Nel gennaio di quest’anno, dopo l’ennesima sconfitta contro Djokovic in Australia, ha dedicato un commovente messaggio alla moglie Kim, a casa per l’imminente nascita della loro primogenita.“Sei stata una leggenda in queste ultime due settimane,grazie per il supporto, sarò a casa con il primo volo.”

La moglie, aveva vissuto momenti di tensione per un malore occorso al padre, Nigel Sears, allenatore di Ana Ivanovic, crollato a terra durante il match della sua assistita. Murray racconta poi della sua vita ora da genitore:“Sophia si addormenta facilmente e dorme molte ore, durante i tornei la vedo poco, ma anche a Parigi erano con me ed è stato molto bello.”

Murray trasferitosi a Barcellona all’età di 15 anni, ha un forte senso di indipendenza. Rafforzato probabilmente anche per via di quell’orribile episodio di violenza successo nella scuola elementare di Dunlbane nel 1996, quando Thomas Hamilton massacrò 16 alunni ed un insegnante, mentre Andy e suo fratello Jamie si salvarono nascondendosi sotto un banco.

“Mi fa molto piacere che negli ultimi anni si ricordi Dunlbane per essere la città dei campioni di Wimbledon, e non venga ricordata solo per quel triste episodio.”

IL RAPPORTO CON LA MAMMA JUDY – “Parliamo poco di tennis, le avrò chiesto un parere specifico un paio di volte negli ultimi 8-9 anni.Piuttosto mi dicono di quanto siano orgogliosi di me anche quando le cose non girano nel verso giusto, ti po a Parigi, nonostante la sconfitta mi hanno fatto i complimenti perché avevo dato tutto quello che avevo da dare.

IL RITORNO DI LENDL – “Ivan è il miglior caoch che abbia mai avuto,nello sport la qualità di un rapporto si basa sui risultati e con lui ho ottenuto quelli migliori.Lui ha vissuto molti momenti simili ai miei nella sua carriera, e parlare con una persona considerata mentalmente molto forte, e scoprire che stava male prima delle finali slam, mi ha fatto scoprire molti punti in comune.Lui ha perso 11 finali slam, io 8. E’ stato bello parlare con qualcuno che ti insegnava a ripartire dalle sconfitte e non a considerarle un disastro.Con lui nel mio team, ho perso gli Australian Open contro Djokovic nel 2012. Il giorno dopo mi ha detto: ‘So che probabilmente oggi non vuoi farlo, ma non svolgerei correttamente il mio lavoro se non ti dicessi cosa hai sbagliato, e partire da lì per cercare di migliorare’. Nessuno lo aveva fatto prima.”

Murray negli anni ha smentito chi diceva che la sua motivazione sarebbe calata se avesse vinto Wimbledon.“Sento che ho ancora gli anni migliori avanti a me.Quando smetterò di migliorare, significherà che sarò verso la fine della mia carriere.Faccio di tutto per migliorare e spronarmi a farlo,mi diverto ancora a far tutto questo ed è il alto postivo del mio lavoro.” Il britannico intanto si è laureato campione al torneo del Queen’s di Londra, battendo in finale Milos Raonic, che ha da poco assoldato nel suo team un rivale storico di Lendl, ovvero John McEnroe.

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  1. Fabrizio Scalzi - 9 mesi fa

    vedi di non fartelo scappare un’altra volta!!!

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