Bolelli e Seppi, destini uguali, stili diversi

Bolelli e Seppi, destini uguali, stili diversi

Simone Bolelli e Andreas Seppi escono dagli Us Open. Il primo con onore e senza dar troppo peso all’episodio arbitrale, il secondo male, con polemiche inutili

di Andrea Menozzi, @AndreaMenozzi96

New York. La fine è stata la stessa, ma con percorsi completamente diversi. Stiamo parlando dei due italiani eliminati al secondo turno, Simone Bolelli ed Andreas Seppi, estromessi rispettivamente da Tommy Robredo e Nick Kyrgios.

Partendo da Bolelli, Simone ha ritrovato quelle caratteristiche e quei colpi che gli mancavano da tempo, da quando era riuscito a diventare numero 36 del mondo. L’italiano ha dimostrato nel primo turno grandissime doti di combattente, vincendo al quinto set un match contro la giovane speranza canadese Vasek Pospisil, giocatore sicuramente più affermato di Bolelli, di cui tutti parlano bene. Simone è riuscito dunque ad estromettere dal torneo uno dei possibili outsider, approdando dunque al secondo turno, in cui l’ostacolo è stato addirittura peggiore: Tommy Robredo.
Bolelli però è entrato in campo convinto e conscio dei propri mezzi, vincendo il primo set per sette giochi a cinque, breakkando nell’ultimo gioco lo spagnolo ed il secondo al tie-break, portandosi poi sul 4-4 nel terzo parziale. Robredo tiene il servizio e si porta a set point sulla battuta di Bolelli, che annulla. Ce n’è un altro, ma è sulla parità che avviene il fatto che cambia il match. Lasciamo che siano le parole di Bolelli a descriverlo: “Quel punto era molto importante, eravamo 40-40 al terzo ed ero sotto 5-4. Pascal Maria ha cambiato idea quattro volte prima che entrasse il supervisor. Quella era palla disturbata ed il punto si doveva ripetere. Se io sento out mica posso sapere se è stato il giudice di linea o uno spettatore, è ovvio che mi fermo“.
Il tutto nasce in quanto durante lo scambio, si sente chiamare out, Bolelli si ferma, ma non è stato il giudice a chiamarla, bensì uno spettatore. La logica direbbe che il punto è da ripetere, invece il giudice di sedia decide di assegnare, con il supporto del supervisor, il punto a Robredo, che va a palla break e puntualmente, complice un calo di concentrazione di Bolelli, chiude il set e si apre una voragine per chiudere anche il match vincendo i successivi due set.

Ora, a voler essere “calciofili”, errore arbitrale uguale partita persa, quindi è un furto e Bolelli è stato derubato. Non è così, perchè come candidamente ammesso dallo stesso Simone, non era obbligatorio perdere il quarto e il quinto set, in cui di errori arbitrali macroscopici non ce ne sono stati. Sicuramente quella chiamata ha inciso parecchio sul risultato finale, ma come nel caso di un rigore, un conto è darlo, un altro segnarlo. Certo resta un errore enorme quello di Maria, che lascia l’ombra su quello che poteva essere il match della consacrazione del ritrovato Bolelli, che comunque resta autore di un ottimo torneo, nonostante tutto. C’è da lavorare, tuttavia, sulla tenuta fisica, perchè si è visto palesemente che Simone, a prescindere da quanto sia accaduto, si è trovato in enorme difficoltà con il dilungarsi del match.

Un buon punto per ricominciare in ogni caso per Bolelli, mentre chi è caduto più in basso, e non solo per la classifica, è Andreas Seppi, sconfitto da Nick Kyrgios in tre set, con l’australiano autore di un’ottima prova. L’altoatesino, al termine del match, ha pensato bene di criticare pesantemente l’avversario, affermando come Kyrgios non sia nulla di che da fondo, come estrapolato dalle seguenti dichiarazioni di Andreas, che riportiamo: “Da fondo non fa niente di speciale. Di dritto spinge di più, ma anche lì insomma, niente di incredibile. E’ un giocatore molto moderno, che tira dritto e servizio. Oggi per arrivare nei primi dieci basta saper far bene quello. Basta guardare l’esempio di Raonic. Quindi considerata l’età credo che Kyrgios possa tranquillamente arrivare in top 10 e anche più in alto

Ora viene da commentare alcuni passaggi di queste dichiarazioni. Innanzitutto rilasciare questo tipo di commenti dopo una partita persa, anche piuttosto nettamente, può sembrare un “rosicare”, un voler sminuire l’avversario.
Dire che Kyrgios non è nulla di che da fondo è piuttosto ingeneroso, visto e considerato che Seppi, spesso, è stato dominato anche da fondo, con numerosi vincenti sia di dritto che di rovescio, a smentire palesemente il buon Seppi, con delle dichiarazioni tanto sbagliate quanto fuori luogo.
Kyrgios non sarà Federer, ma non è sicuramente quel tipo di giocatore da servizio e dritto come può essere Raonic, anche se quest’anno è migliorato molto, o Isner, in quanto ha dimostrato più volte di reggere lo scambio da fondo, chiedere a Gasquet o Nadal cosa ne pensano in merito…

Proprio riguardo i match a Wimbledon, non si può assolutamente dire che non abbia mai incontrato dei big, visto che Nadal mi sembra fosse numero uno all’epoca e Gasquet è un giocatore molto pericoloso, sconfitto dall’australiano dopo aver annullato quantità industriali di match point.

Quindi caro Seppi, prendere e portare a casa, senza attaccare il proprio avversario cercando di sminuirne le capacità. Pensare a lavorare e migliorare il proprio gioco, cercando di tornare magari quello che un tempo fu anche nei primi venti al mondo.
Pensare a lavorare e a parlare di meno, concentrarsi sull’impegno ai limiti dell’impossibile contro la Svizzera, con un occhio alla classifica e a cercare di risalire.

Ah, poi converrebbe guardare il match di terzo turno di Kyrgios contro Robredo e cercare di “gufare” abbastanza. Aver davanti l’australiano in classifica dopo queste dichiarazioni sarebbe quantomeno divertente… Se non ridicolo…

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