Djokovic mostra la “manita”: sono 5 trionfi in Australia

Djokovic mostra la “manita”: sono 5 trionfi in Australia

Anche il tabellone maschile è giunto al suo epilogo. A contendersi il titolo di campione scendono in campo nella Rod Laver Arena Novak Djokovic e Andy Murray nella riedizione della finale degli Australian Open 2013.

Anche il tabellone maschile è giunto al suo epilogo. A contendersi il titolo di campione d’Australia nella Rod Laver Arena, sono scedi in campo Novak Djokovic e Andy Murray, in pratica è la riedizione della finale degli Australian Open 2013. Il risultato finale recita: N.Djokovic d. A.Murray 7-6(5) 6-7(4) 6-3 6-0.

I primi punti del match fanno già pregustare una finale ricca di bei punti: è tutto un susseguirsi di demivolée, discese a rete e colpi vincenti. Si parte con un assoluto equilibrio in campo e già dal secondo game si arriva ai vantaggi senza però, che il serbo riesca ad approfittarne. Anche per lo scozzese arrivano le prime occasioni per brekkare, ben tre di fila, ma Nole è bravo ad annullargliene tutte e a portare a casa il game. Anche Nole parte aggressivo nel game seguente e si porta immediatamente sullo 0-40. Con una risposta in top-spin toglie il tempo a Murray e si aggiudica il primo break dell’incontro.

Nel settimo gioco Murray ha due possibilità di pareggiare il conto dei break, ma finisce per sprecarle entrambe con due errori gratuiti. Djokovic gliene concede un’altra subito dopo e questa volta ne approfitta. Nel game seguente Murray dovrebbe confermare il break ma finisce per concederne un altro all’avversario, che ora si prepara a servire per il set. Niente da fare per il serbo che lascia ancora a Murray la possibilità di rientrare in partita.
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Da segnalare un dolore alla mano accusato da Djokovic in seguito ad uno scivolone a rete nel game precedente. Il serbo ora è un po’ nervoso e sbaglia grossolanamente anche colpi apparentemente facili, permettendo a Murray di raggiungere finalmente la parità. Dopo precisamente un’ora di gioco si arriva al tie-break. Dopo una serie di minibreak per parte quello decisivo arriva nell’undicesimo punto, è Murray a sbagliare di misura prima un attacco a rete e poi come se non bastasse sul set point completa l’opera affossando la risposta a rete.

Il secondo set si apre con Murray al servizio. Lo scozzese tiene agevolmente il turno e riesce addirittura a brekkare Nole nel game successivo, in questo momento il serbo appare alle prese con problemi di aderenza al terreno. Il numero uno del mondo però non ci sta e controbrekka immediatamente Murray. Poco dopo l’inglese appare molto nervoso e comincia a sbagliare grossolanamente concedendo a Djokovic tre chance di break. Al serbo ne basta una per portarsi sul 3-2 e servizio.

Questo passaggio a vuoto dell’inglese potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti dell’intero match. Per Djokovic c’è un parziale incredibile: ben 13 punti consecutivi, interrotti solo da un proprio errore di rovescio. Murray continua a soffrire, specie con la seconda che non supera quasi mai i 140 km/h. Nonostante questo riesce a portare a casa comunque il proprio game di servizio. Ora il passaggio a vuoto lo ha Djokovic, che prima si fa recuperare il break e poi si ritrova a dover servire per rimanere nel set. Dopo quattro “parità” e un break point salvato finalmente Nole si aggiudica il game.
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Nel game successivo spreca tre break point e ora è di nuovo costretto a servire per rimanere nel set. Questa volta lo fa egregiamente e si arriva dunque al tie-break. Il tie-break sembra a senso unico con Murray che si porta sul 5/2 e può chiudere sul proprio servizio. Gli sfugge però un mini-break, poco male, visto che conquisterà quello decisivo due punti dopo.

Il terzo set si apre nel peggiore dei modi per il serbo che è costretto a cedere subito il servizio. Pochi game dopo riesce a procurare due chance di break, di cui riesce a sfruttare già la prima. Ora l’equilibrio è ristabilito ma non è destinato a durare ancora per molto. Murray infatti si procura una palla break con un attacco di dritto, neutralizzata però prontamente da RoboNole che riesce infine a portarsi a casa il game.

Ora il serbo è nuovamente in fiducia e riesce a procurarsi tre palle break consecutive e grazie a un doppio fallo dello scozzese si ritrova ancora una volta a servire per il set. Questa volta il serbo non fallisce e si porta a condurre per due set a uno. Manca davvero poco al serbo per aggiudicarsi anche quest’anno il titolo australiano.
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Nole ormai è sulle ali dell’entusiasmo! Nel primo game del quarto set trova subito il break e passa a condurre. Murray è sotto anche mentalmente e non sa più dove aggrapparsi tanto che Djokovic riesce a procurarsi un altro break e servire sul 3/0. Per lo scozzese ora è quasi impossibile la remuntada.

La scossa tanto attesa non arriva e il passivo si acuisce ulteriormente. Murray sembra aver gettato la spugna continuando a regalare punti su punti al serbo rischiando dunque di subire un bagel. Malauguratamente per lui e per la prima volta nella storia degli Australian Open (in finale), è proprio ciò che accade. Per la quinta volta in carriera Novak Djokovic è campione in Australia e questo è il suo ottavo Slam in carriera. Aggancia con questo risultato campioni del calibro di Lendl, Agassi e Jimbo Connors.

Per Murray solo tantissimi rimpianti per le occasioni perse e per quella seconda che di superare i 140 km/h proprio non ne vuole sapere.

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