Il Vietnam di Fabbiano e Cipolla

Il Vietnam di Fabbiano e Cipolla

La lezione di storia ci insegna che il Vietnam per gli occidentali è una terra di sconfitte. Ma la storia tennistica invece contraddice questa verità e ci restituisce questa settimana due tennisti italiani in grande condizione, che ottengono nel challanger di Ho Chi Min (50000 $ + h) due brillanti semifinali grazie a Flavio Cipolla e Thomas Fabbiano. A beneficio di chi conosce poco il livello del circuito challanger, cadetto rispetto a quello ATP, ricordiamo che le battaglie sostenute dai giocatori che giocano questa fascia di tornei sono sfide vere, di quelle col coltello tra i denti, tra giovani desiderosi di far bene, ex top players che vogliono risalire la china, ottimi tennisti che limitano la loro attività a pochi eventi per anno, buoni atleti che non hanno mai calcato grandi palcoscenici ma sono i classici “cagnacci”, da battere sul campo perché non ti regalano nulla.

Iniziamo da Flavio Cipolla, il tennista romano rappresenta proprio l’esempio di un giocatore che è stato tra i top 100 (best ranking 70) e che pur non disponendo di un fisico potente ha saputo fare della sagacia tattica, dell’applicazione e dell’uso della tecnica tennistica le principali virtù di una carriera di assoluto rispetto. E con grande umiltà Flavio ha ripreso la valigia ed ha ricominciato a viaggiare in giro per il mondo, quando la classifica in singolare ha cominciato a cedere, durante quei periodi che per i tennisti, specie gli over 30 come lui, arrivano, e senza un motivo evidente vedono calare la classifica settimana dopo settimana.

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Cipolla si è ritrovato così oltre la 400sima posizione, costretto a giocare qualche futures, a chiedere qualche wild-card (poche quanto meritate, perché dopo i 30 anni anche gli organizzatori sono restii a concedere inviti) e a giocare le qualificazioni. Così, ha cercato di riprendere piano piano quota, fiducia, confidenza nel suo credo tattico, fatto di paziente costruzione del punto attraverso infinite variazioni di direzione, peso, altezza della palla. Sono arrivate inopinate sconfitte, a conferma che l’inferno dei challanger è davvero un girone complicato, in cui ogni punto è decisivo. Ma sono arrivati anche risultati positivi, con qualficazioni challanger superate a Roma Garden, Milano, Recanati, Liberec, e i quarti a Banja Luka e Milano. Questa settimana inizio di una trasferta complicata, quella nell’estremo Est, con il torneo di Ho Chi Min. Qualificazioni superate e soprattutto una semifinale che rappresenta il miglior risultato del 2015 e che gli consentirà di tornare tra i top 350 atp. Tra i giocatori sconfitti un nome che risentiremo, Luke Saville, australiano che abbiamo già incrociato sui destini tricolori quest’anno con Lucone Vanni. Sconfitta lottata, nel secondo set, contro lo statunitense Jordan Thompson (già giustiziere del nostro Alessandro Bega, un altro italiano che viaggia parecchio e sul quale torneremo). Un bel risultato, davvero, per Flavio, che può e deve costruire questa seconda parte di carriera tentando un riavvicinamento dei primi 100, un posto che merita assolutamente, nonostante il circuito sia frequentato da marziani che superano di spanne il suo metro e settanta.

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Thomas Fabbiano ha una storia diversa. Come abbiamo più volte ricordato era il “brutto anatroccolo” nella nidiata 1989, quella di Matteo Trevisan e Daniel Lopez. Trevisan dopo un promettente inizio carriera pro ha cominciato ad inanellare qualche errore di programmazione, di allenamento, di atteggiamento forse. Di Lopez si sono invece perse le tracce in sud America. Fabbiano era nell’ombra, e da là è partito sgomitando, costruendosi fisicamente nonostante anche lui, come Cipolla, non sia particolarmente alto. Ma la “garra” di Thomas da San Giorgio Jonico (Puglia) è di prima scelta, la voglia di arrivare non si discute. Così pian piano ha scalato il ranking, fino a premiarsi con qualificazioni Slam (Us Open), Master 1000 (Roma), ATP 250, vincendo challanger e futures, facendo della valigia la sua compagna di viaggio nel team di coach Goretti insieme a Luca Vanni.

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Programmazione coraggiosa quella di Thomas per il 2015, che lo sta premiando. Questa settimana, partendo dalla tds n. 5, si regala un successo su un top 100, quel Marcel Granollers che da ex top 20 era tds n. 1 del torneo vietnamita. Thomas si è presentato così in semifinale senza perdere neanche un set, giocando con grande autorità specie col dritto grazie al quale inanella vincenti a ripetizione. Il suo torneo si ferma contro la tds n. 4 Sacket Mynemi dopo una battaglia finita al terzo set e qualche occasione da rimpiangere nel secondo parziale per Thomas. Ma la strada è quella giusta, tant’è che il ranking della prossima settimana dice 163, ovvero un piccolo ritocco del suo precedente best, 166.

Settimana prossima ricco challanger a Ningbo (Cina), dove da tds n. 8 del seeding è atteso al primo turno da una wc locale, mentre Flavio Cipolla usufruisce di una special exempt che lo ha accoppiato a Go Soeda, n. 119 atp e quarta tds del torneo, ma non è vietato sognare neanche per Flavio che ha quel livello di gioco nel braccio e nella testa.

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