Roland Garros: I guerrieri arrivati per giocarsi il trofeo

Roland Garros: I guerrieri arrivati per giocarsi il trofeo

Volge al termine anche questo Roland Garros, anche se il meglio deve ancora arrivare: viene da pensare che le decine di tennisti eliminati fin qui siano arrivate e passate oltre troppo velocemente, tanto che a ripensare a cosa è accaduto, nel dettaglio, forse qualcosa può sfuggire, anche al più patito di numeri e statistiche.

Tennis. Volge al termine anche questo Roland Garros, anche se il meglio deve ancora arrivare: quarti di finale maschili e femminili e tutti i tabelloni dei vari doppi, maschili femminili e misti, ancora tutti da vivere, oltre al torneo juniores. Viene da pensare, al termine di una settimana abbondante di incontri, che le decine di tennisti eliminati fin qui siano arrivate e passate oltre troppo velocemente, tanto che a ripensare a cosa è accaduto, nel dettaglio, forse qualcosa può sfuggire, anche al più patito di numeri e statistiche.

TABELLONE MASCHILE

Ogni nome tra quelli rimasti ancora in gara ha una storia ben precisa dietro di se, una storia che ha portato ognuno di questi tennisti a giocarsi un posto in una semifinale Slam. Ordinaria amministrazione per alcuni, risultato di una vita per gli altri.

 Rafael Nadal (1): Rafa non ha bisogno di grandi presentazioni visto che già troppe ne ha avute finora. Lui lotta per difendere quell’unica sconfitta dal 2005 a Parigi e per portarsi a casa il nono titolo (sostanzialmente) consecutivo, che lo porterebbe ancora più su nell’Olimpo del tennis. Come se non ci fosse già.

 David Ferrer (5): Ferru è inossidabile (perdonatemi il gioco di parole)! Ogni tanto perde la bussola e cede a qualche fisiologico calo fisico, ma rimane sempre l’avversario da battere in certe situazioni. Quest’anno, come nella scorsa finale, si beccherà Nadal, il solito muro invalicabile. Come quei ciclisti che scattano a 100 metri dal traguardo mettendo sul piatto ogni briciolo della loro energia, e poi si vedono superare all’ultimo respiro da qualcun’altro, che non sembra neanche sudato. Ferrer e, almeno così è stato fino ad oggi, Nadal.

 Gael Monfils (23): Il figliol prodigo, il campione mancato o forse chissà!? Aveva detto “basta” perché il tennis lo stava prosciugando delle sue energie nervose e non lo lasciava libero di viversi la sua vita come voleva lui. Vabbè, allora già che ci sono faccio quarti al RG e poi vediamo. Ha giocato alla grande e, in coppia con la Parmentier, ha saputo ridare slancio ad un tifo francese che stava iniziando ad assopirsi sempre di più. Ha dato anche una lezione agli altri, tra Tsonga e Gasquet, perchè lui è lassù anche se per qualcuno non ci sarebbe dovuto essere. Allez Gael!

Andy Murray (7): Andy è tornato, dopo l’infortunio, l’operazione, la dura riabilitazione ed un inizio di 2014 da mani nei capelli o quasi. Nonostante la sconfitta con Fognini in Davis, tutti avevano potuto notare una ripresa graduale che, con il tempo, l’avrebbe riportato dove gli spettava di stare. Sarà un bel match contro Monfils. Fisico e faticoso, come piace a Andy.

Tomas Berdych (6): Magliettine a parte (ci scuseranno i vertici “H&M” ma abbiamo i nostri buoni motivi!), Tomas si sta rivelando giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, un professionista con la “P” maiuscola, senza grossi cali e con un ritmo tremendo, che sembra non risentire del jet lag o delle preferenze del pubblico. Togli i “Fab Four” e pensa a qualcuno che sicuramente troverai ai quarti del prossimo torneo, qualunque esso sia. Esatto, Berdych.

Ernests Gulbis (18): Probabilmente il regalo più grande che ci ha lasciato questo French Open, anche perché ritrovare il talentuoso lettone in formato Slam fa piacere agli occhi, con il suo gioco quasi arrogante ed il suo essere eclettico sempre e comunque, che alla fine le racchette rotte inizi ad apprezzarle anche se ti chiami Elisabetta II d’Inghilterra.

Milos Raonic (8): Si parlava di “Tutto servizio e diritto”, e probabilmente non era poi così sbagliato, ma adesso il ragazzone di Podgorica si è fatto grande e, con l’aiuto del buon Ivan Ljubicic, ha iniziato a coprire tutte le piccole (o grandi) falle del suo repertorio così da diventare competitivo anche dopo i fatidici tre scambi. Ottime prove in questo periodo, chissà che sul cemento non riesca a fare ancora meglio.

Novak Djokovic (2): CNTR – C, CNTR – V a quello che si è detto di Nadal, anche se lui non ha vinto otto trofei. Nole c’è sempre ed è sempre quello da battere, sempre e comunque. L’ho già detto “sempre”? Comunque dopo la semifinale dello scorso anno ci si augura un nuovo scontro frontale tra Rafa e Novak, giusto per vedere come va a finire quest’anno. Il divertimento non sarebbe un problema.

TABELLONE FEMMINILE:

 Garbine Muguruza Blanco: Che dire della giovane spagnola di origini venezuelane? Fino ad ora il suo gioco è stato piuttosto chiaro, senza bisogno di ricami e fiocchettini a condire il tutto. Da quella storica partita con Serena al primo turno pare diventata invincibile, come se dopo quella montagna la strada fosse tutta in discesa, in attesa solo di essere percorsa. Fin qui c’è stato mordente, ma ora per lei c’è la Sharapova che, con le favorite tutte fuori, deve assolutamente cogliere la chance per mettere le mani su questo Slam un’altra volta.

 Maria Sharapova(7): La classifica fa un po’ paura viste anche le sue quotazioni sempre in discesa, ma fino ad ora la Masha che abbiamo ammirato, salvo qualche attimo di buio come contro la Stosur, è quella dei tempi migliori, quella che rifila Double-bagel e tira mazzate da dovunque. Vediamo dove arriverà e, soprattutto, se la tensione no la farà andare fuori giri.

Carla Suarez-Navarro(14): “Carlina” è un’istituzione sulla terra rossa e si porta sulle spalle, aiutata dalla new entry Muguruza, tutta la colonia spagnola femminile. Erano dai tempi di Sanchez e Martinez che non se ne vedevano due ai quarti. Chissà che succederà, però il rovescio più bello del circuito non glielo leva nessuno.

Eugenie Bouchard (18): La stellina canadese sembra sempre più luminosa; vai a Norimberga, vinci, e poi via a Parigi per i primi quarti in vita sua ed un tabellone tutto da scrivere. La vedremo ben presto sul tetto del circuito, anche perché se consideriamo questo 2014 il suo anno zero, dopo ciò che di buono ha fatto anche a Melbourne, c’è da aspettarsi di tutto.

 Svetlana Kuznetsova (27): Rieccola Sveta, che è arrivata come un ciclone sui campi della capitale francese. In versione 2009, quando fece sfaceli con il suo tennis, la Kuz ha spazzato via le due ceche Kvitova e Safarova oltre alla nostra Giorgi prima di arrivarsi a giocare l’accesso in semi con la Halep. Il fisico non è più quello di qualche anno fa, ma di lei non si può rimanere delusi, non oggi, e qualunque cosa accada, lei la farà con classe. Ottimo, no!?

Simona Halep (4): Per chi non se ne fosse accorto la buona Simona si è issata fino alla quarta casella mondiale e non sembra affatto accontentarsi si essere “semplicemente” una Top5. Le prove di forza le ha vinte praticamente tutte, così come quelle di nervi e di resistenza. Il talento la supporta e con lui anche il tempo. Bel match.

 Sara Errani (10): La tennista che ha spaccato l’audience in due è tornata e è nuovamente ai quarti di finale di questo torneo Slam dopo la grande prova di Roma. Sulle questioni personali non ci esprimiamo, come è giusto che sia, ma su ciò che ha fatto in campo non possiamo esimerci dal farle tutti i complimenti di questo mondo per la tenacia e la dedizione dimostrata in ogni occasione. Sembra davvero aver dissotterrato Excalibur.

Andrea Petkovic(28): A livello fisico la bella e brava Andrea è stata piuttosto sfortunata, con i guai che l’hanno costretta fuori dalle prime 100, obbligata all’ennesima rincorsa per tornare a ridosso delle grandi. Ci risiamo, e lei è tornata alla grandissima dimostrando anche una nuova confidenza nei suoi mezzi. Tutte risultanti di duro lavoro e di tanta buona volontà. Ben vengano!

Una menzione speciale, doverosa, va a quei giocatori che si sono distinti fin qui, con un risultato finale non abbastanza eccellente da entrare in classifica, ma capaci di superare il limite massimo di tecnica e fisicità, oltre alle barriere che solo il cuore può spezzare.

Dusan Lajovic

Guillermo Garcia-Lopez

Ivo Karlovic

Donald Young

Martin Klizan

Kiki Bertens

Pauline Parmentier

Ajla Tomljanovic

Anna Schmiedlova

Taylor Townsend

Johanna Larsson

Daniela Hantuchova

Kristina Mladenovic

Così, come i titoli di coda di un film ben scritto, ben diretto (più o meno) ma diventato così spettacolare soprattutto grazie ad i suoi interpreti più talentuosi.

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