Simona Halep, invecchiando si migliora!

Simona Halep, invecchiando si migliora!

Fino a un anno fa, Simona Halep era una giocatrice normale. Poi è esplosa, all’improvviso, come una bomba a orologeria. Un talento tardivo, ma pur sempre un talento. L’importante, nella vita così come nello sport, non è quando si arriva, ma come ci si arriva. E tu sei arrivata alla grande. Grazie, Simona! di G.Lupi

Una outsider di primo pelo, su tutte le superfici. Questa è Simona Halep. Quel viso sempre sorridente, solare, rilassato nonostante il passato non le abbia riservato grandi gioie, né in campo professionale né personale. Un’immagine, la sua, legata per anni a quella maledetta riduzione al seno apportata nel 2009, quando da “sex symbol” è diventata una semplice giocatrice come tante altre, come se quell’operazione le avesse tolto un tratto peculiare e molto apprezzato dal pubblico maschile. Nonostante ciò, le battutine in merito all’argomento continuano ad esserci e la stampa non perde occasione per domandarle come questo episodio le abbia cambiato la vita. Ma lei, molto gentilmente, risponde “La riduzione del seno risale a molto tempo fa. Ne sono felice, per il tennis è stata buona decisione. La rifarei”, mettendo a tacere chi vorrebbe, in fondo, farle tornare sensi di colpa che effettivamente non dovrebbero proprio esistere. Soprattutto se pensiamo a ciò che ne è seguito sui campi da tennis. Sei tornei vinti nel 2013, i quarti di finale in Australia a gennaio e domenica, il trionfo a Doha, il primo Premier della carriera contro Angelique Kerber. Ha iniziato a collezionare trofei come se fosse la Serena Williams di turno, con nonchalance: Norimberga, ‘s-Hertogenbosch, Budapest, New Haven, Mosca e Sofia. Sei tornei al primo colpo. Meglio di lei fece soltanto Steffi Graf nel 1984, quando ne vinse otto. Mideast Qatar Ladies Open Tennis.JPEG-028ab Da otto mesi, Simona Halep è una delle giocatrici più calde del circuito, come testimonia il numero 9 appena raggiunto nella classifica Wta, miglior piazzamento personale, terza romena di sempre nella top ten dopo Virginia Ruzici e Irina Spirlea. Nata a Costanza, sul Mar Nero, il 27 settembre 1991, Simona ama la pasta, Parigi e la pallamano, ma fuori dai riflettori, resta una ragazza semplice e timida, che ama viaggiare sotto traccia lontana dai media. Non si conoscono fidanzati ufficiali “E’ fidanzata con il tennis. Non parlerebbe di altro”, ha detto un giornalista del quotidiano rumeno Libertatea) e sui social network, a differenza di molte colleghe dive, pubblica foto di vita quotidiana, ad esempio mentre sta pescando. Il padre fattore produceva latte e formaggio e poi ha aperto un caseificio, Simona ha cominciato a quattro anni e secondo alcuni racconti nel suo guardaroba, per anni, non c’è mai stata una gonna e secondo i racconti della madre, la racchetta era più grande di lei. Tecnicamente, la romena si appoggia a colpi da fondo molto ficcanti, mentre la grande mobilità le consente di avere un ottimo timing sulla palla. Mobilità, che in seguito all’operazione, è inevitabile che sia migliorata, e l’abbia resa anche più sicura in campo e negli spostamenti. Prima degli Australian Open ha lasciato l’allenatore storico, Adrian Marcu e si è presentata a Melbourne senza guida, poi ha scelto Wim Fissette per il prosieguo della stagione. Anche se, a sentirla, il segreto dell’esplosione è soprattutto mentale: “Semplicemente, mi sono rilassata. Ho sempre giocato un buon tennis, ma non prendevo molti rischi. Adesso sono diventata più coraggiosa”. Fino a un anno fa, Simona Halep era una giocatrice normale. Poi è esplosa, all’improvviso, come una bomba a orologeria. Un talento tardivo, ma pur sempre un talento. L’importante, nella vita così come nello sport, non è quando si arriva, ma come ci si arriva. E tu sei arrivata alla grande. Grazie, Simona! 

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