Pietrangeli: “Vorrei vedere i tennisti di oggi giocare con le racchette dei miei tempi”

Pietrangeli: “Vorrei vedere i tennisti di oggi giocare con le racchette dei miei tempi”

Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta, intervenuti nella trasmissione Rai “Che tempo che fa” hanno parlato della mitica Coppa Davis del 1976 e della differenza tra il tennis di allora e quello attuale, tra racchette e prize-money

A oltre 40 anni di distanza dalla leggendaria vittoria della Coppa Davis, Adriano Panatta e l’allora capitano Nicola Pietrangeli sono stati intervistati nella trasmissione Rai “Che tempo che fa”. Tanti gli argomenti che il presentatore Fabio Fazio ha sottoposto ai due miti del tennis italiano, primo su tutti il ricordo di quell’impresa nel Cile di Pinochet. Si è iniziato con un divertente aneddoto raccontato da Pietrangeli: “Era il 9 luglio del 1950, quando io e Ascenzio, il padre di Adriano, stavamo chiacchierando al Tennis Parioli, dove era il custode e diede la notizia che gli nacque un figlio. Tempo dopo fui invitato al Circolo dell’Eur a giocare con dei bambini e mi fu riferito che ce ne fosse uno bravino. Dopo tre palleggi mi fa: “Facciamo la partita”. E io: “Come facciamo la partita?”. Passano degli anni e mi ritrovai a giocare a Milano contro il campione nazionale juniores, tale Panatta. 4-1 per lui, con sole palle corte. Al cambio di campo dissi: “A coso, calma, le palle corte le ho inventate io”. Vinsi la partita e nello spogliatoio mi fece: “La saluta papà”. Rimasi di sasso quando mi disse che il papà fosse il caro Ascenzio”.

TENNIS D’ALLORA E DI OGGI – Poi un confronto sulle racchette di allora e quelle attuali, con il presentatore che sfodera le vecchie racchette dei due e quella attuale di Nadal, chiedendo provocatoriamente: “È lo stesso sport?”. Secca la risposta di Panatta: “No, no. L’attrezzo ha cambiato tantissimo questo sport. Oggi con questa racchetta qui (quella di Nadal, ndr) fai delle cose che con queste nostre era impossibile perché è più grande, molto più potente”. Pietrangeli rincara la dose, misurando il piatto corde della sua Maxima con una spanna: “All’epoca se non sapevi giocare a tennis non ci giocavi, oggi sono bravi ma con questa racchetta oggi li vorrei vedere io”. Sulla differenza da allora ad oggi: “All’epoca non c’erano i computer ma il pallottoliere e anche i prize money erano un’altra cosa: oggi chi vince Parigi vince 3 milioni, quando lo vinsi io guadagnai 150 dollari”.

COPPA DAVIS – Arriva poi il momento in cui si è parlato della mitica Davis: “C’era una parte della sinistra, dell’estrema sinistra”, dice Panatta, “che non voleva assolutamente che noi andassimo in Cile. Ci furono dibattiti, manifestazioni, ma Nicola si batté molto per andare in Cile”. “Sport è una cosa, politica è un’altra – ha aggiunto Pietrangeli – Io dico sempre che la politica fa male allo sport e lo sport fa molto bene alla politica”. Riprende la parola Panatta: “Il problema era che il Coni aveva chiesto al governo di prendere una decisione. Al governo c’era Andreotti, che non decideva, ma alla fine arrivò una lettera del Partito comunista cileno che convinse Berlinguer a farci andare, anche se né il Coni, né Andreotti dettero il loro esplicito assenso.” Poi Adriano ha continuato a parlare, stavolta sul simbolo della maglietta rossa: “Non era il simbolo del comunismo, ma il colore dei fazzoletti delle donne cilene che andavano in piazza contro Pinochet e i loro parenti fatti sparire. Lì per lì non se ne accorse nessuno

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30 commenti

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  1. Silvia Catani - 2 mesi fa

    Sempre gli stessi discorsi fatti e rifatti. Ma Pietrangeli visto che è così vicino alla Fit perché non suggerisce qualcosa di intelligente per formare tennisti e tenniste che siamo messi da schifo

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  2. Fabio Remus - 2 mesi fa

    Ogni epoca ha il suo tempo basta con sti paragoni che lasciano il tempo che trovano

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  3. Pierfrancesco Maiolo - 2 mesi fa

    I grandi Campioni del passato…..

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  4. Simone Masuero - 2 mesi fa

    Che tristezza …

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  5. Alessandra Bragion - 2 mesi fa

    Due personaggi ! In Italia chi c’è stato dopo ? Il nulla ! Panatta ha inventato la veronica , aveva un gioco a rete formidabile !

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  6. Claudio Cavallin - 2 mesi fa

    co sta storia in maniera molto semplice e democratica posso dire che ha rotto io cazzo

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  7. Riccardo Garbarino - 2 mesi fa

    Quelli che scrivono ste minchiate non sarebbero nemmeno riusciti a fare i raccattapalle in quegli anni

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  8. Riccardo Garbarino - 2 mesi fa

    Facebook… contenitore vuoto da riempire con stroncare di vario tipo

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  9. Riccardo Garbarino - 2 mesi fa

    Ma non dite cazzate, provateci prima di aprire bocca

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  10. Patrick Nanut - 2 mesi fa

    Sarebbero forti uguali, sicuramente più di pietrangeli, in proporzione a quello che toglie avere la racchetta di legno invece di quelle di oggi… Una frase veramente scontata oltre che stupida la sua…. È’ come dire vorrei vedere se shaquille o neal fosse stato alto 175 invece di 220 come giocava…. Grazie al cazzo!

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  11. Stefano Colombo - 2 mesi fa

    Panatta oggi non passerebbe un turno per il semplice fatto che voglia di sbattersi zero e oggi non te lo puoi permettere

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    1. Fabrizio Tabellini - 2 mesi fa

      Non mi pare che dopo panatta altri italiani hanno vinto tornei che contano.

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    2. Stefano Colombo - 2 mesi fa

      Non c’entra con quello che ho scritto ho solo detto che con il tennis di oggi dove l’allenamento duro è importantissimo avrebbe fatto peggio di seppi e Fognini

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  12. Gino D'Angelo - 2 mesi fa

    Pietrangeli dovrebbe lavorare un po… Bravo nel suo periodo ma adesso non rompesse i coglioni.

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  13. Leonardo D'Emilio - 2 mesi fa

    Pietrangeli, un uomo che spicca per simpatia e umiltà. Esempio.

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  14. Curzio Tamagni - 2 mesi fa

    Per quel che concerne le racchette Pietrangeli può’ aver ragione. Sono del l’avviso che Federer, Nadal, Murray e Djokovic potrebbero giocare anche con l’asse per tagliare il salame ai ritmi di quel tempo !

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  15. Laura Demaria - 2 mesi fa

    Non si possono fare paragoni ai suoi tempi non c’era lo stress competitivo di oggi.

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  16. Maria Rugolo - 2 mesi fa

    Hanno ragione ogni cosa con il suo tempo e’ inutile recriminare allora erano bravi loro con i propi ritmi adesso lo sono questi grandi campioni.

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  17. Carmine Ferrara - 2 mesi fa

    Io vorrei vedere lui giocare con i ritmi di oggi e sulle superfici veloci dei maggiori tornei. Sono paragoni che non significano nulla. Ognuno appartiene alla sua epoca….punto.

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  18. Andrea Cherchi - 2 mesi fa

    Vorrei vedere Pietrangeli avere un atteggiamento un po’ meno supponente..

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  19. Giulio D'Errico - 2 mesi fa

    E io vorrei vedere lui e quelli della sua epoca giocare con i ritmi e lo stress agonistico di oggi. Probabilmente dopo un game non avrebbero più fiato.
    Ai suoi tempi non c’era competizione, né preparazione atletica adeguata.
    È inutile confrontare epoche diverse in quanto a stile di gioco e dotazioni.

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    1. Marcello Milazzo - 2 mesi fa

      Prova a giocare con una racchetta di legno, vediamo quante ne metti in campo

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    2. Giulio D'Errico - 2 mesi fa

      E tu prova a far giocare i vecchi con i ritmi di oggi, dopo un game verrebbero ricoverati.
      Tecnicamente erano bravi, ma atleticamente erano molto scarsi. Ma il livello era quello, più o meno in tutti gli sport.

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    3. Paolo Parisi - 2 mesi fa

      grazie mo tengono pure il preparatore per decidere quando andare in bagni

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    4. Daniele Sernacchioli - 2 mesi fa

      degni italiani boriosi….2successi ed eretti a monumento….senti le telecronache e solo loro sono perfetti…i difetti tutti gli altri…poi però gli altri restano campioni fuori dal campo e li idolatrano ovunque come è giusto che sia…vanno ad allenare i campioni di oggi e giù altri successi…loro invece campano di ricordi e vana gloria e fanno la bella vita senza muovere un dito sul groppone degli italiani che appecoronati foraggiano…in poche parole due merde

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    5. Fabrizio Tabellini - 2 mesi fa

      Fatto sta che a livello maschile non vinciamo una mazza ne individuale ne a squadre

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  20. Ivana Moresco - 2 mesi fa

    Ogni tempo ha i suoi campioni…una volta i ritmi e tornei non erano quelli di oggi.
    Bravi i giocatori di allora.
    Fenomeni quelli di oggi.

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    1. Mario Frasca - 2 mesi fa

      Fenomeni erano anche a quei tempi!!! Tanto che ancora nessuno ha vinto il Grande Slam!!! Laver è ancora il più grande!!!

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  21. Alessandro Martinucci - 2 mesi fa

    Vorrei vedere un Pietrangeli giocare con i ritmi di oggi..(non polemica ma par condicio)

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  22. Marco Sabellico - 2 mesi fa

    Vorrei vedere i ciclisti di oggi con le bici di 50 anni fa oppure i sciatori di oggi con gli sci di legno e con le bandierine che se le prendevi male ti infilzavano da parte a parte…. discorsi tristi!

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