Match-fixing, sempre più match truccati nei tornei di basso livello

Match-fixing, sempre più match truccati nei tornei di basso livello

Dopo due anni di controlli costati quasi 20 milioni di euro, l’IRP ha portato a termine l’indagine sulla corruzione nel mondo del tennis. Come già noto, il circuito ITF, specie in ambito maschile, è il più colpito. Quasi nessuna segnalazione nel circuito maggiore e negli slam.

di Andrea Lombardo

Le indagini dell’Indipendent Review Panel, iniziate nel gennaio 2016, sono finalmente concluse e proprio in giornata odierna sono stati rivelati i dati. Si parla di uno “tsunami” di match truccati nel circuito minore, ma la Tennis Integrity Unit non ha mai coperto nessuno di questi casi.
Più di 3200 atleti sono stati sorvegliati; si tratta quasi sempre di tornei di basso/medio livello, ma come dichiarato da Adam Lewis, direttore dell’indagine, sono proprio questi tornei quelli preferiti dagli scommettitori. Il circuito femminile è molto meno colpito da questo fenomeno: l’80% di segnalazioni sono arrivate dal circuito ATP. Il report segnala l’evidenza di alcuni problemi anche a livello più alto, come negli Slam o nei tornei ATP, ma nel tennis d’élite il numero è molto più ristretto.

Dalle parole di Lewis si evince che il tennis giocato nei tornei più importante non è truccato: “I fan del tennis possono star tranquilli, i dati mostrano che nei tornei di alti livelli i match truccati sono davvero pochi, è difficile che accada.” 

Tra i provvedimenti che verranno presi in futuro, si parla di un possibile stop alla sponsorizzazione di agenzie di scommesse nei tornei (per esempio, il torneo ATP 500 di Amburgo sponsorizza un’agenzia di scommesse). Inoltre, bisognerà stabilire se tutti i giocatori (di basso livello) possono davvero essere considerati professionisti.

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