Svizzera-Italia 2-0, la finale di Coppa Davis è quasi un miraggio

Svizzera-Italia 2-0, la finale di Coppa Davis è quasi un miraggio

Coppa Davis, semifinale Italia-Svizzera 0-2. I prodi italiani cedono ai giganti svizzeri. Percorso in salita verso la finale.

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R. Federer d. S. Bolelli 7-6 6-4 6-4

Il match di apertura della semifinale di Coppa Davis tra Svizzera e Italia ha visto protagonisti il campione di Basilea, Roger Federer opposto al nostro Simone Bolelli. Una sfida non poi così scontata come si pensava alla vigilia per l’altissimo livello di tennis espresso dal ventottenne di Bologna durante tutta la gara e per le 2 ore e 20 di gioco che sono state necessarie a Federer per regalare il primo punto alla formazione di Severin Lüthi.
Bolelli è partito molto sicuro al servizio, concedendo pochissimo allo svizzero. Da elogiare nel gioco del bolognese le progressioni con il dritto messe a segno durante gli scambi. Bolelli, infatti, quando ha avuto le chance di attaccare, non ha mai rinunciato a prendere in mano le redini del gioco spostandosi con il dritto dalla parte del rovescio e giocando accelerazioni in side-in e in side-out straordinarie, molto utili tatticamente per sorprendere e contrastare l’avversario.
Federer ha chiesto tanto al suo servizio, sia nei normali turni di battuta, sia nei momenti topici del match, quando Bolelli ha avuto tre palle break che, di fatto, non è riuscito a concretizzare per l’abilità e la forza mentale del campione svizzero.
Nel primo parziale c’è stato molto equilibrio: il tennista azzurro è entrato in campo sereno e concentrato; sapeva che davanti a sè aveva Federer ma era anche consapevole del fatto che avrebbe dovuto mettergli più pressione possibile, specialmente sulla seconda palla di servizio dello svizzero, quantomeno per provare a tenergli testa.
Federer batte Bolelli 7-6, 6-4, 6-4 nell’incontro di apertura di Coppa Davis al Palexpo di Ginevra
Nel primo set Federer, pur non avendo passeggiato, ha fatto la differenza con il servizio nei momenti chiave e tramite schemi offensivi che lo vedevano aprirsi il campo con contropiedi e attacchi in controtempo, sul rovescio di Bolelli.
Da grande campione qual’è, lo svizzero ha sfruttato l’unica chance disponibile di tutto il parziale: al tie-break, con coraggio, Federer si è avventato a rete costringendo Bolelli ad incappare in un errore non forzato. L’elvetico, una volta conquistato il mini-break nel tie-break, ha tenuto il servizio e ha così archiviato il primo parziale.
Nel secondo set Simone ha riscontrato maggiori problemi perchè Federer è salito in cattedra, non solo breakkando il bolognese ma anche riuscendo a tenere il servizio dopo che Bolelli ha avuto le chance di strapparglielo. Purtroppo per Simone, una risposta su una seconda non irresistibile dello svizzero, forse complice anche di un cattivo rimbalzo, è stata steccata e da lì in poi sono cambiate molte cose nell’economia del match.
Federer si è issato sullo score di 2 a 0 e ha giocato in scioltezza il terzo parziale, consapevole a quel punto di un risultato favorevole dalla sua parte.
Il punteggio finale che recita 7-6, 6-4, 6-4, nonostante la sconfitta del ventottenne di Bologna, è comunque un segnale positivo che lascia intravedere progressi considerevoli del tennis di Bolelli e di buon auspicio per il suo futuro.

S. Wawrinka d. F. Fognini 6-2 6-3 6-2

Il secondo incontro in programma al Palexpo di Ginevra ha dato atto alla contesa tra il numero 4 del mondo Stanislas Wawrinka, a caccia del secondo punto giornaliero dopo il trionfo di Roger Federer su Simone Bolelli, e il nostro Fabio Fognini. Il match è volato via in poco più di un’ora e mezzo di gioco in favore di un Wawrinka molto convincente sin da inizio gara: tanti ace messi a referto dallo svizzero e rovesci lungolinea devastanti hanno completamente messo fuori causa il tennista di Arma di Taggia.
Continua la striscia negativa di risultati per Fognini e pare non attenuarsi, per il momento. Percentuale bassissima di prime palle di servizio e seconde piuttosto lente ed attaccabili hanno confermato una prestazione sotto tono da parte del ligure.
Wawrinka ha sempre preso in mano l’iniziativa dello scambio concedendo le briciole a un Fognini che ha riscontrato, peraltro, diversi problemi nel trovare la giusta profondità con il dritto. La partita è stata facilmente vinta dalla Svizzera con lo score finale di 6-2, 6-3, 6-2 grazie ad un Wawrinka che ha disputato una prova  da autentico numero 4 del mondo e che ha regalato alla sua squadra il punto del 2 a 0.
Lo svizzero domina Fognini 6-2, 6-3, 6-2
Fognini, oltre ai problemi tecnici dimostrati al servizio e con il dritto, ha riscontrato notevolidifficoltà nella gestione degli scambi su una superficie veloce e dal rimbalzo piuttosto alto come quella del centrale del Palexpo di Ginevra, come ha giustamente evidenziato ai microfoni di Supertennis Corrado Barazzutti. Il capitano della formazione azzurra ha precisato che il cemento, contrariamente alla terra battuta, non è una superficie che si adatta bene al gioco di Fabio e che la sconfitta era pronosticabile contro uno dei giocatori attualmente più forti del circuito come Stanislas Wawrinka.
A questo punto, eccetto miracolo sportivo da parte dell’Italia che comporterebbe una vittoria in doppio, un ipotetico successo di Bolelli su Wawrinka e una disfatta più unica che rara di Federer contro Fognini, la formazione di Severin Lüthi si è aggiudicata un posto in finale e attenderebbe dunque la vincente tra Francia e Repubblica Ceca.

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