Peng e Wozniacki, storie di riscatti

Peng e Wozniacki, storie di riscatti

Siamo abituati da anni a un circuito femminile in fermento. E anche questi U.S. Open, ancora in corso, non costituiscono un’eccezione.

Avremo una finalista – una, per ora – non abituata a calcare questi palcoscenici. Parlo di Shuai Peng e Caroline Wozniacki.

La cinese è sicuramente la meno nota tra le due. Comunque vada il torneo, irromperà prepotentemente tra le prime 30 del mondo. Non ha mai vinto un torneo Wta e ha un saldo vittorie/sconfitte in carriera appena positivo. E anche il 2014, seppur coronato da qualche ottima prestazione (su tutte, le vittorie contro le giovani Svitolina e Keys), non è certo stata una stagione esaltante. Cosa può essere successo in questo torneo? Come può aver regolato l’ottima Radwanska ammirata nell’ultimo periodo o disintegrato senza possibilità di appello le speranze della giovanissima (e bravissima) Bencic? E battuto una Safarova senza alcun dubbio nell’anno migliore della carriera? Shuai, da anni oscurata dall’ingombrante connazionale Na Li, è arrivata nel febbraio di quest’anno numero 1 del mondo in doppio (risultato mai ottenuto prima da cinesi, donne o uomini). Dopo aver vinto Roland Garros e Wimbledon assieme alla Hsieh, in Cina sono tutti pazzi per lei e stanno seguendo con grande passione questa straordinaria corsa. Peng deve essere ricordata anche per essersi ribellata per prima (seguita a ruota da Na Li), anni e anni fa, alle rigidi imposizioni della federazione cinese, che puntava a incassare una percentuale altissima dai guadagni tra tornei e sponsor ricavati dalle tenniste. Accusate entrambe di anti-patriottismo, le due sono riuscite dopo lunghe battaglie ad avere la meglio. E entrambe, Na Li prima e Shuai Peng poi, hanno ottenuto i loro migliori risultati proprio dopo queste esperienze. Ecco il riscatto di Shuai Peng. E se facesse esattamente quello che la connazionale ha fatto qualche anno fa? Del resto, l’età era quella… Qualche numero: non ha perso ancora un set e, incredibile ma vero, non perde il servizio dall’unica volta in cui l’ha concesso alla Radwanska. Ha un saldo vincenti/errori ampiamente positivo in tutti i match, di gran lunga il migliore del torneo. Non c’è più il braccino di un tempo, sta lasciando disorientate le avversarie con una condizione fisica e mentale da applausi. E’ in controllo totale dei match. E non è finita qui.

L’altra è da anni protagonista del circuito femminile. O meglio, una delle protagoniste. Chiamata wallniacki o muro danese o robottino, la danesina sembra tornata finalmente quella dello splendido triennio 2009- 2010-2011, quando ancora giovanissima aveva conseguito risultati importanti e vinto tantissimi tornei. Le è sempre stato rimproverato di non aver mai vinto uno Slam. Quale migliore occasione di questa per ricordare a tutti che ha solo 24 anni? Tutti hanno notato una maggiore predisposizione di Caro ad un gioco offensivo. Con la Errani ha realizzato ben 26 vincenti. Vado a memoria, ma difficilmente anni fa faceva questi numeri. Il servizio è sempre più vario e efficace, la condizione atletica straripante: la Wozniacki sta preparando da mesi,infatti, anche la maratona di New York. La mente, dopo un paio di anni bui e la separazione con il compagno quando era tutto pronto per il matrimonio, è più sgombra. Ha già detto di volersi concentrare sulla carriera e lo sta facendo alla grande. Lei è l’esempio dell’evoluzione di cui una tennista può diventare artefice. E’ l’esempio del riscatto. Dopo la strepitosa vittoria contro Maria Sharapova (contro cui aveva un saldo nettamente negativo) in uno dei match più appassionanti dell’anno (una Caroline così grintosa non l’avevo mai vista, si sta anche lei trasformando in tigre?), in conferenza stampa aveva risposto piccata – seppur con il sorriso sulle labbra – a Ubaldo Scanagatta: “Non ho bisogno di convincere nessuno in sala stampa, onestamente. Devo convincere sul campo”. E lo ha fatto, lasciando appena un game a Sara Errani. Anche per lei non è finita qui.

Due storie diverse di riscatti e di amore per questo straordinario sport. Purtroppo, per una delle due il sogno finale svanirà. Vinca la migliore!

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