Wimbledon 2016: i pronostici della vigilia

Wimbledon 2016: i pronostici della vigilia

Le previsioni, per un giornalista, sono il sale della vita. Ad ormai meno di tre settimane dall’inizio dei Championships, è tempo di stilare la lista dei favoriti e dei possibili outsider. Come reagirà Serena alla sconfitta di Parigi? Novak Djokovic confermerà il suo status? E Federer?

Il torneo più atteso dell’anno è ormai alle porte. In un connubio di tradizione ed innovazione, storia ed eleganza, Wimbledon si conferma l’evento tennistico con più suspense. L’erba di Church Road, attorniata da strutture maestose e sensazionali, rende il terzo Slam dell’anno un posto unico nel suo genere. Chi alzerà al cielo la coppa maggiormente ambita? Ecco le prime previsioni in vista dell’apertura delle danze.

Nonostante le condizioni contrastanti tra i campi di Wimbledon e quelli del Roland Garros, gran parte delle previsioni e dei pronostici, derivano proprio dallo stato di forma che i tennisti hanno dimostrato nello Slam francese.

La neo-vincitrice, Garbine Muguruza, dopo aver sconfitto Serena Williams nell’atto finale dell’Open di Francia, è ora la numero due della classifica mondiale, dietro all’americana, che sogna ancora il 22esimo titolo del Grand Slam.

Allo stesso modo di Williams e Muguruza, anche Novak Djokovic e Andy Murray sono classificati numero uno e due, rispettivamente. C’è la possibilità che ci siano re-match in entrambe le finali a Wimbledon? Se si pensa che 3 dei 4 finalisti del Roland Garros, l’anno scorso erano in finale a Wimbledon, non ci sarebbe da stupirsi.

Partendo dal re dell’erba, Roger Federer, che ha saltato l’Open di Francia fermando a 65 la striscia di Slam consecutivi disputati. In campo in questi giorni a Stoccarda, dove ha già battuto Mayer e Fritz, ha detto: “è stato molto meglio per me guardare avanti al resto della stagione, senza farmi impressionare dai problemi. Lucidamente ho pensato che non avrei potuto giocare a Parigi in quelle condizioni, ed ho preferito ritirarmi e prepararmi al meglio per l’erba”.

Dice di essere più sano, e, naturalmente, l’erba è la migliore superficie per il gioco di Federer. Tuttavia, Federer potrà scontare il fatto di avere pochissimi match alle spalle in questa stagione. La previsione è che il suo torneo di Wimbledon quest’anno termini prima dei quarti di finale.

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Circa Garbine Muguruza, è molto probabile che la spagnola arrivi a Wimbledon quest’anno con molta più pressione sulle spalle, anche se con maggior consapevolezza di sè.

Basti solo guardare le difficoltà avute da Angelique Kerber, Stan Wawrinka e Marin Cilic, per capire quanto sia difficile metabolizzare una nuova fama, dopo aver vinto un Grande Slam. 

Tuttavia, Muguruza ha avuto un ingresso più graduale verso il mondo delle celebrità, a differenza per esempio di Eugenie Bouchard. Quando la spagnola eliminò la Williams all’Open di Francia del 2014, non si perse d’animo, ed arrivò sino ai quarti di finale, dove cedette solo ad una più esperta Sharapova. La previsione è che Muguruza riuscirà ad evitare il crollo post-vittoria, giungendo in finale.

Una stella che scompare, ed una che nasce. Alexander Zverev non è riuscito a superare il più vecchio, e più esperto avversario Dominic Thiem agli Open di Francia. Tuttavia, Zverev ha dato ai fan un assaggio del suo talento apparentemente illimitato.

Zverev è stato così impressionante quest’anno che sul sito ufficiale di Wimbledon è apparso un articolo: ” Occhi puntati su Alexander Zverev? Il numero uno del futuro”, recitava.

La previsione precoce è che a Wimbledon, possa raggiungere per lo meno il quarto turno.

Per quanto riguarda Andy Murray, possiamo dire che ci sono molte somiglianze con l’anno olimpico. Nel 2012, Djokovic si è presentato a Wimbledon da numero uno del mondo. Murray aveva appena ingaggiato un nuovo allenatore, Ivan Lendl, ed aveva mostrato netti miglioramenti sia in fase di gioco che di gestione della partita.

Quell’anno, Murray aveva perso in Francia contro David Ferrer. Ma nonostante ciò si sarebbe poi presentato a Londra con molte motivazioni, e con una grande dose di fiducia. Quella che gli ha permesso di raggiungere la sua prima finale e di conquistare poche settimane dopo, l’oro olimpico.

La previsione alla vigilia è che Murray torni in finale dell’All England Club, ma che perda da Djokovic, ancora una volta.

Novak Djokovic e Serena Williams, una previsione doppia. Il serbo, recente vincitore dell’unico Slam che mancava nel suo palmarès, il Roland Garros, è a quota 12 Slam in totale, due consecutivi in questa stagione, ma 4 consecutivi (compreso l’anno scorso). Il numero uno del mondo punta senza dubbio al Grand Slam, obiettivo mai più raggiunto dai tempi di Rod Laver. Da un lato la vittoria a Parigi potrebbe aver spento la fiamma nell’animo del serbo, dall’altro invece, l’essersi tolto questo macigno, potrebbe favorirlo in termini di pressione e gestione. La previsione è che vinca Wimbledon… ed anche lo US Open. L’altra numero uno invece sta forse attraversando una delle fasi più dure della sua carriera, non tanto in termini di risultati (due finali Slam su due), quanto in termini di fiducia e dominio. L’americana, che ha sempre fatto della personalità un tratto peculiare della sua persona, sembra non essere più la cinica belva di una volta, ma una tennista più umana (complici i suoi quasi 35 anni). Nonostante ciò, l’erba resta la superficie perfetta per i suoi colpi, in primis il servizio, considerata soprattutto la sua esperienza sui campi di Church Road. Con qualche dubbio, dovrebbe essere lei la regina.

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