Eliminate 23 teste di serie al primo turno, record storico ai Championships

Wimbledon 2025 entra nella storia con 23 teste di serie eliminate al primo turno. Un record assoluto che stravolge entrambi i tabelloni e apre il torneo a scenari imprevedibili.
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Un primo turno da incubo: Wimbledon 2025 fa la storia

Wimbledon 2025 ha aperto i battenti con una scossa tellurica che ha attraversato entrambi i tabelloni principali. Nelle prime due giornate del torneo, ben 23 teste di serie sono state eliminate al primo turno, frantumando ogni precedente record nell’era Open. Una cifra impressionante, che include 13 uscite eccellenti nel tabellone maschile e 10 in quello femminile, e che ha già riscritto la storia dello Slam più prestigioso.

La statistica più incredibile? Otto tra le prime dieci teste di serie complessive sono state eliminate al debutto. Un evento senza precedenti che testimonia il livello di competitività raggiunto oggi nel tennis professionistico.

Cadute eccellenti tra gli uomini: da Zverev a Rune, passando per Musetti e Medvedev

Nel tabellone maschile, la lista degli eliminati include nomi di grande rilievo. Spicca su tutti Alexander Zverev, testa di serie numero 3, battuto dal francese Rinderknech. La sua è stata una sconfitta amara, segnata da un atteggiamento passivo nei momenti decisivi: un problema ormai cronico per il tedesco, che sembra “attendere uno Slam che forse non arriverà mai”, come affermato in maniera amara dai commentatori.

Grave anche il tonfo di Holger Rune (8), che dopo un buon avvio si è fatto rimontare da Nicolás Jarry. Il giovane danese alterna prestazioni da top assoluto a crolli inspiegabili, sintomo di una instabilità mentale ancora da risolvere.

A sorprendere è stato anche il KO di Daniil Medvedev (9), che ha ceduto al solido Bonzi senza mostrare il fuoco agonistico dei tempi migliori. L’ex numero uno mondiale è apparso svuotato, tanto da dichiararsi “moderatamente soddisfatto della prestazione”, segnale preoccupante per chi aspirava a rivederlo competitivo ai massimi livelli.

Tra i delusi anche Lorenzo Musetti (7), che ha affrontato Wimbledon con zero match su erba a causa di un infortunio agli adduttori. Il toscano, reduce da una semifinale lo scorso anno, ha lottato finché ha potuto, ma nel quarto set si è arreso a Basilashvili: “È già un miracolo esserci”, aveva detto alla vigilia.

La lista continua con altri nomi illustri: Tsitsipas, ritirato per problemi fisici, Berrettini, sconfitto da Majchrzak, Shapovalov, in crisi di fiducia dopo un buon inizio di stagione, e Bublik, fresco vincitore a Halle ma scarico mentalmente e già fuori per mano di Munar.

Anche tra le donne è strage: fuori Gauff, Pegula, Zheng e Badosa

Il tabellone femminile non è stato da meno per colpi di scena. L’eliminazione più rumorosa è stata quella di Coco Gauff, numero 2 del seeding, sconfitta in due set dalla temibile Dayana Yastremska. L’americana ha commentato con sincerità: “Non mi sembra che ci siano mai state così tante sorprese al primo turno di Wimbledon”, evidenziando la difficoltà di adattarsi all’erba dopo le fatiche del Roland Garros.

Insieme a lei sono uscite anche Jessica Pegula (3), Qinwen Zheng (5) e Paula Badosa (9), oltre a nomi come Ostapenko, Muchova e Linette. Un’autentica ecatombe che ha ribaltato ogni pronostico.

Le ragioni dietro al crollo collettivo

Le cause di questo inedito massacro tennistico sono molteplici. Certo, l’erba rimane una superficie tradizionalmente insidiosa, ma da tempo è stata rallentata per favorire uno stile di gioco più universale. Oggi, anche tennisti meno esperti sul verde possono risultare competitivi, grazie a un mix di adattamento tecnico, condizione fisica e preparazione mentale.

Inoltre, la densità del circuito ha aumentato la competitività media. Sempre meno differenze tra top player e outsider, e sempre più sorprese dietro l’angolo. Non è un caso che Navone, un giocatore solido ma poco appariscente, abbia avuto la meglio su un ex semifinalista come Shapovalov, o che Monfils, non più giovanissimo, abbia trovato il colpo d’orgoglio per eliminare Humbert.

Un’altra variabile da considerare è la transizione post-Roland Garros: molti top player arrivano a Wimbledon affaticati o poco preparati sull’erba. E il poco margine d’errore che questa superficie concede si traduce spesso in eliminazioni premature.

Un torneo apertissimo, ricco di opportunità

Il risultato di queste eliminazioni eccellenti è un tabellone spalancato a scenari inediti. L’ottavo lasciato “libero” da Zverev, per esempio, vedrà uno tra Borges, Harris, Mochizuki, Khachanov, Majchrzak, Quinn, Garin o Rinderknech arrivare ai quarti: un’occasione d’oro per outsider pronti a scrivere la propria favola.

In un Wimbledon 2025 che ha già perso tanti protagonisti, il vero spettacolo potrebbe arrivare proprio da chi non era sotto i riflettori. Mai come quest’anno, ogni match può essere decisivo, e ogni partita può diventare una storia da ricordare.

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