Il tennis e la vita secondo John McEnroe

Il tennis e la vita secondo John McEnroe

di Giuseppina Marrazzo, @MarraLucy84

Durante la sua storia tennistica, da commentatore sportivo e da uomo, se c’è un aspetto che ha sempre cantraddistinto la vita, della vera e propria leggenda vivente John McEnroe, è quello della schiettezza.

Proprio il suo essere schietto e sincero, il suo non conoscere mezze misure ne essere disposto a piegarsi alla banalità delle consuetudini, balza agli occhi leggendo quanto John ha recentemente dichiarato in un’intervista alla BBC. L’ex tennista statunitense si apre a 360 gradi, è un vero e proprio fiume in piena, parla ovviamente della sua più grande passione, il tennis, ma anche di politica e di benessere sociale. Ovviamente non aspettatevi nulla di banale o scontato, decisamente non sarebbe da lui.

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Tanto per iniziare, secondo l’ex numero uno del mondo, Serena Williams dovrebbe diventare Presidente degli Stati Uniti d’America e lui vice-presidente, naturalmente. “Ho sempre pensato che una donna potesse diventare presidente prima di un uomo di colore. Con Obama noi americani abbiamo pensato che potesse cambiare qualcosa, forse per cambiare davvero abbiamo bisogno di una donna di colore. Forse Serena potrebbe essere eletta presidente”.

È contro la mia natura lavorare all’interno di un sistema politico, ma ci sono molte cose che vorrei cambiare. Ho l’impressione che più sei ricco meno tasse paghi, questo è troppo ingiusto”. John, poi inizia a parlare di tennis, trova particolarmente frustrante il fatto che il tennis resti sostanzialmente uno sport prevalentemente per bianchi, aggiunge poi che le regole andrebbero cambiate “Quando sono entrato nel circuito ho pensato, perché non possiamo comportarci come i calciatori o come i giocatori di cricket? Perché dobbiamo seguire dei riti ormai superati. Perché dobbiamo continuare a comportarci come facevano 60 anni fa? Vuol dire che dovremmo continuare a pernsare come facevano nel 1910.”

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Pensa che il tennis potrebbe diventare molto più interessante senza la presenza dei giudici di linea, i tennisti potrebbero chiamare da soli le palle out o meno, coinvolgendo maggiormente anche il pubblico. “Murray potrebbe mentire a Nadal e viceversa, pensate alla folla, all’entusiasmo che potrebbe creare. Le cose potrebbero diventare molto più intense, secondo me almeno il 30% più eccitanti“.

Introdurrebbe infine in tutti e quattro gli Slam (attualmente accade solo agli US Open) un decisivo set al tie-break, perché trova a dir poco disumano far continuare a giocare due tennisti per ore e ore, a suo avviso non fa bene ai giocatori e neppure allo spettacolo che diventa noioso.

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