La lettera della FIT Emilia Romagna a Stefano Bonaccini

Il 30 aprile scorso, a nome di tutti i circoli della regione, il presidente della FIT Emilia Romagna Gilberto Fantini ha inviato una lettera al presidente di regione Stefano Bonaccini riguardo le ultime disposizioni in materia di sport.

di Jonathan Zucchetti, @J_Zucchetti

Pochi giorni fa, il presidente del Comitato Regionale della FIT per l’Emilia Romagna, il Dott. Gilberto Fantini, ha inviato una lettera al presidente della regione stessa, Stefano Bonaccini, per spronarlo a salvare molti circoli da una chiusura altrimenti inevitabile.

L’attenzione di Fantini, sin da subito, è posta certamente sui 30.000 iscritti che la regione del nord Italia vanta ma, anche e soprattutto, sui più di tremila lavoratori legati alla realtà tennistica: maestri, istruttori e preparatori atletici solo per citarne alcuni. Quest’ultimi, infatti, rientrano tra i milioni di italiani che, a causa dell’emergenza Coronavirus, non hanno più la possibilità di percepire il proprio stipendio e, quindi, di “produrre reddito per sostentare se stessi e le loro famiglie”, usando le parole del Dott. Fantini.

Detto questo, il presidente del comitato emiliano ha continuato sottolineando le caratteristiche peculiari del tennis: “le nostre tre discipline (tennis, beach tennis e padel) sono completamente conciliabili con l’esigenza di sicurezza sanitaria, essendo sport che si contraddistinguono per una grande distanza tra i giocatori […], non prevedono alcun contatto fisico e, nella stagione che si profila, si giocano all’aperto”.

Ancora, Fantini ha ricordato le misure attuate dal proprio comitato regionale per giocare in sicurezza: “Si può praticare il tennis con tutti i dispositivi di protezione presenti (le entrate e le uscite dei circoli avverranno con mascherine e guanti e si farà largo uso dei gel igienizzanti)”. Riguardo, poi, la questione spogliatoi aggiunge: “Non è certo illogico ipotizzare che si possa imporre di andare a fare la doccia a casa propria”.

La soluzione individuata, quindi, è una riapertura delle strutture, in sicurezza, senza aprire i circoli, ossia tutti gli spazi dedicati alla vita sociale e alla ristorazione, operazione che avverrà necessariamente in un secondo momento.

La lettera si conclude con un vero e proprio appello al presidente Bonaccini: “Facciamo rivivere i nostri circoli prima che chiudano definitivamente, e venga messa in ginocchio irreparabilmente la categoria degli insegnanti di tennis e dei lavoratori del settore, e venga annullato il tanto lavoro, fatto di sacrifici e abnegazione, dei moltissimi dirigenti che, quotidianamente e volontariamente, garantiscono la sopravvivenza degli impianti e di conseguenza, dello sport in Italia”, conclude Fantini.

Fonte: FIT Emilia

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