Ubi major minor cessat, ovvero il caso US Open – ATP Kitzbuhel

Thiem in primis, ma anche gli altri Top 10 non potranno prendere parte al torneo in Austria, a meno che non escano prematuramente dallo Slam. Ma conviene?

di Maurizio Petti

Riparte il circo del tennis, o meglio ripartirà, a breve, ma inevitabilmente ora sorgono e sorgeranno dei problemi di carattere tecnico-organizzativo.

Un problema organizzativo, abbastanza anomalo ma che comunque merita di essere portato alla luce, è quello relativo all’ATP di Kitzbuhel.
Il torneo, un ATP 250, inizialmente era stato programmato in concomitanza con i Giochi Olimpici; poi è arrivata la pandemia a sparigliare tutte le carte in tavola, e ora, in questo nuovo calendario, il torneo si troverà a coincidere con la seconda settimana degli US Open.

Tanto per mettere le cose in chiaro, l’ATP ha diramato una nota dicendo che ai Top 10 sarà fatto divieto di partecipare a questo torneo, a meno che non siano già stati eliminati dal main draw dello Slam.

Come a dire: ubi major, minor cessat.

La cosa potrebbe interessare e non poco all’austriaco Thiem, che ha un contratto con il torneo di casa, che gli impone di parteciparvi ogni anno (un po’ come Federer con Halle, solo che Thiem non ha ancora una via dedicata all’ingresso dello stadio come Roger): questa regola imposta dall’ATP lo estromette di fatto dal torneo tra le Alpi, a meno che non abbia una brutta prima settimana a New York.
Nessun penale da contratto, e nessun problema col suo manager, che fra l’altro è anche uno degli organizzatori di questo ATP 250.

L’impressione è che situazioni del genere accadranno sempre più spesso, per cui occorrerà avere regole chiare che tutelino tutti, giocatori e organizzatori dei tornei e che salvaguardino lo spettacolo.
E non da ultimo serviranno regole che non danneggino le persone che magari hanno già comprato i biglietti.

 

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