Novak Djokovic rompe gli schemi e sceglie un percorso inedito per prepararsi al Roland Garros: parteciperà all’ATP 250 di Ginevra, in programma dal 18 al 24 maggio, appena una settimana prima dell’inizio dello Slam parigino. Una scelta che conferma il momento delicato del campione serbo e la sua determinazione a ritrovare ritmo e fiducia sulla terra battuta.
Una scelta insolita per un obiettivo preciso
Dopo aver rimediato due sconfitte al primo turno nei Masters 1000 di Montecarlo e Madrid, Djokovic ha deciso di saltare gli Internazionali d’Italia di Roma per concentrarsi sugli allenamenti. Una decisione storica: per la prima volta dal 2007, il serbo non sarà presente al Foro Italico, torneo dove ha trionfato sei volte, l’ultima nel 2022.
La partecipazione a Ginevra – ufficializzata attraverso l’accettazione di una wildcard offerta dagli organizzatori – rappresenta una mossa inusuale ma lucida. Il 24 volte campione Slam punta a ritrovare sensazioni positive sul rosso, in vista di un Roland Garros che si preannuncia fondamentale per la sua stagione.
Il ritorno a Ginevra dopo la semifinale del 2024
Djokovic torna così in un torneo che già conosce: nel 2024 aveva raggiunto la semifinale a Ginevra, dove fu eliminato da Tomas Machac. Stavolta, l’obiettivo è migliorare quel risultato e presentarsi a Parigi con più partite nelle gambe. Finora, infatti, il suo bilancio sulla terra è desolante: zero vittorie in due incontri disputati.
Nonostante la categoria “minore” dell’ATP 250, il tabellone di Ginevra sarà di alto livello. Oltre a Djokovic, sono attesi Taylor Fritz (testa di serie numero uno), Casper Ruud, Grigor Dimitrov, Hubert Hurkacz, e gli italiani Lorenzo Sonego e Matteo Arnaldi.
Una decisione controcorrente ma necessaria
Il fatto che Djokovic abbia scelto un evento ATP 250 nella settimana precedente a uno Slam è indicativo del momento. Il serbo non è solito competere in tornei così ravvicinati rispetto ai Major, ma le circostanze attuali – un inizio di stagione sottotono e il bisogno di ritrovare fiducia – hanno imposto un cambio di rotta.
Ginevra diventa quindi un passaggio cruciale, non tanto per il titolo in sé, quanto per i segnali che Djokovic potrà ricevere dal suo corpo, dal suo tennis e dalla sua tenuta mentale. Per un giocatore del suo calibro, la forma e la fiducia contano più della classifica in certi momenti della stagione.


