Wimbledon, la sconfitta di Alcaraz e le dure critiche di Connors e Toni Nadal

Dopo la finale di Wimbledon persa contro Sinner, Carlos Alcaraz finisce nel mirino di Connors e Toni Nadal: ecco le critiche e cosa significano per il suo futuro.
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La finale di Wimbledon 2025 ha consacrato definitivamente Jannik Sinner come nuovo re dell’erba, ma ha anche acceso un dibattito acceso sul futuro di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, che puntava a vincere il terzo titolo consecutivo ai Championships, ha ceduto in quattro set al numero uno del mondo, mostrando per la prima volta segni evidenti di frustrazione e resa emotiva.

Un Alcaraz irriconoscibile nella finale contro Sinner

Carlos Alcaraz era riuscito a conquistare il primo set della finale dopo una rimonta spettacolare, infilando quattro giochi consecutivi dal 2-4. Sembrava l’inizio della solita battaglia punto a punto tra i due fuoriclasse, ma dal secondo parziale in poi il copione è cambiato drasticamente. Sinner ha alzato il livello, dominando la partita dal fondo campo e costringendo Alcaraz ad un tennis sempre più intermittente e privo di soluzioni efficaci.

Il momento simbolo della sconfitta è arrivato alla fine del terzo set, quando il campione spagnolo si è rivolto al proprio angolo con un’esclamazione che ha fatto il giro del mondo: “Dal fondo campo è molto meglio di me, molto meglio.” Parole che hanno stupito gli addetti ai lavori e i tifosi, perché Alcaraz è conosciuto per il suo spirito combattivo e la capacità di lottare fino all’ultimo punto. Solo poche settimane prima, al Roland Garros, aveva salvato tre match point contro lo stesso Sinner, ribaltando una situazione quasi disperata. A Londra, invece, qualcosa si è rotto.

Le critiche di Toni Nadal: “Avrebbe dovuto variare di più”

Tra i primi a sottolineare i limiti tattici mostrati da Alcaraz in finale c’è stato Toni Nadal, lo zio e storico coach di Rafa. Nella sua rubrica su El Pais, Nadal ha osservato come il numero 2 del mondo abbia giocato in modo troppo monocorde: “Carlos avrebbe dovuto cercare di variare un po’ di più il suo gioco, seguendo l’esempio di Grigor Dimitrov, che aveva creato seri problemi a Sinner negli ottavi di finale. Invece, ha mostrato un tennis irregolare e ha perso fiducia nelle sue possibilità.”

Per Nadal, la partita è stata meno spettacolare del previsto proprio per questa ragione: Alcaraz non ha mai provato a cambiare registro, finendo per arrendersi psicologicamente prima ancora che sul piano tecnico.

Connors: “Atteggiamento inaccettabile per un campione”

Ancora più dure le parole di Jimmy Connors, leggenda del tennis e due volte vincitore di Wimbledon, che nel suo podcast Advantage Connors non ha risparmiato critiche al giovane spagnolo. “Sono sempre stato un grande fan di Alcaraz, ma il suo atteggiamento durante la finale è stato inaccettabile. Succede a tutti di sentirsi inferiori in certi momenti, è capitato anche a me, ma non bisogna mai mostrarsi deboli come ha fatto lui.”

Secondo Connors, un campione deve sempre cercare alternative, anche quando il piano A fallisce: “Se il tuo gioco non funziona, devi mischiare le carte. Devi trovare un piano B, un piano C, qualsiasi cosa per provare a cambiare l’inerzia. Io, quando perdevo due giochi di fila, nel terzo ne provavo un altro. Non è facile, ma è necessario.”

Queste dichiarazioni, pur dure, non nascondono la stima che Connors nutre per Alcaraz, ma rappresentano un monito importante: non basta il talento per restare ai vertici, serve anche la capacità di adattarsi, di lottare sempre, anche quando il match sembra sfuggire di mano.

Un momento di crescita per il talento spagnolo

La sconfitta contro Sinner potrebbe rappresentare per Alcaraz un punto di svolta nella sua carriera. Per la prima volta in una finale Slam, il murciano ha mostrato un lato fragile, incapace di reagire mentalmente ad un avversario superiore quel giorno. Ma è proprio da questi momenti che i grandi campioni imparano le lezioni più importanti.

Il tennis ad altissimi livelli non è solo una questione di tecnica, ma anche di testa, di capacità di leggere le partite e reinventarsi quando le cose non funzionano. Alcaraz ha tutto il tempo per farlo e per tornare ancora più forte. Ma, come ha ricordato Connors, “se vuoi battermi, devi farlo fino in fondo. Io cercherò sempre di cambiare qualcosa.” Un insegnamento che vale per tutti, anche per chi, come Carlos Alcaraz, è già tra i migliori del mondo.

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