Denis Shapovalov “E’ stata dura ma lo rifarei”

Denis Shapovalov dall’alto dei suoi quasi 21 anni racconta dei sacrifici fatti durante l’infanzia per arrivare dov’è ora. Spera di essere di ispirazione e supporto alle giovani promesse canadesi ma soprattutto vuole godersi il suo tennis giorno per giorno

di Anna Lamarina, @annalamarina

Per Denis Shapovalov il tennis è sempre stato una cosa di famiglia.

FIGLIO D’ARTE – La mamma Tessa, russa di religione ebrea  era stata infatti una giocatrice professionista in Russia negli anni novanta. Dopo il trasferimento prima a Tev Aviv, dove è nato Shapo e poi in Canada, è diventata insegnante di tennis al Richmond Hill Tennis Country Club di Toronto.

MA NON ERA IL PREDESTINATO – Inizialmente mamma Tessa aveva iniziato ad allenare Evgeny, il fratello maggiore di Denis, ma il piccolo di casa stava sempre in mezzo ai piedi sul campo da tennis e così mamma Tessa si è decisa ad allenare anche lui “Quando lui (Evgeny) lavorava con mamma, cercavo di correre in campo e disturbarli. Volevo colpire la palla. All’inizio andava bene perché non la colpivo. Poi ho cominciato a prenderla e così la  mamma ha deciso che era il momento di iniziare a giocare, se volevo”

DEDIZIONE E PASSIONE – A cinque anni ha iniziato quindi il suo percorso tennistico fatto di dedizione e di passione. Cresciuto nel mito di Roger Federer,  Shapovalov ha dovuto fare grandi sacrifici per inseguire il suo sogno e diventare un grande tennista “Non ho avuto un’infanzia normale- racconta Shapo- mi ricordo che mi svegliavo alle 5-6 del mattino per allenarmi prima della scuola. A volte mi sono allenato fino alle 10-11 di seraVolevo migliorare, cercare di dare il massimo. Ricordo di aver anche pianto a volte sul campo da tennis”

SACRIFICI ECONOMICI – E comunque non era il solo a fare sacrifici. La mamma Tessa e la sua famiglia l’hanno sostenuto oltre che tecnicamente anche finanziariamente, visto che per il Canada il tennis non sembra essere uno sport dei più considerati.  I miei genitori hanno fatto grandi sacrifici perché hanno fatto tutto da soli. Non abbiamo ricevuto nessun aiuto finanziario quindi tutti i soldi li abbiamo messi noi. Ci siamo spesso chiesti se fosse la scelta giusta perché viaggiavamo e non ci potevamo permettere più di partecipare ad altri tornei. Ho sempre creduto nella mia famiglia e la mia famiglia ha sempre creduto in me. Spero di poter ispirare una giovane generazione di canadesi a prendere in mano la racchetta e aiutarli a credere che possono diventare dei professionisti del  tennis rimanendo a vivere nel loro paese”

MOLLARE MAI – Mancino, dotato di un tennis scintillante, di un meraviglioso rovescio a una mano e di piedi estremamente mobili, adora giocare sull’erba. Il suo carattere da vero  fighter e la sua aria scanzonata gli hanno valso la simpatia dei più giovani Vorrei usare il mio gioco per ispirare più bambini che non hanno ricevuto supporto a non mollare e a credere che è possibile farcela se  si lavora duro”

Denis Shapovalov ha vinto il suo primo trofeo da junior a Wimbledon nel 2016 battendo De Minaur in finale, dopo di che, battendo strada facendo personaggi come Nick Kyrgios, si è qualificato sia nel 2017 che nel 2018 alle Next gen Atp finals. Nel 2019, allenato da Michahil Youzny, ha vinto a Stoccolma il suo primo titolo nel circuito maggiore e centrato la prima finale a Parigi-Bercy.

DIVERTIRSI SEMPRE “Quando mi sveglio – dice il quasi 21enne canadese- il mio unico obbiettivo è migliorare. Cercare di crescere come persona e giocatore, voglio godermi la mia carriera. Ora che non mi devo più preoccupare dei soldi o se vinco un match in più o in meno, vado in campo per divertirmi e per mostrare agli altri e a me stesso ciò che so fare”

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