La storia di Federer all’Atp 500 di Basilea potrebbe arricchirsi anche nel 2020 (pandemia permettendo)

Dopo l’annuncio della partecipazione di Federer e Wawrinka al torneo di fine ottobre, abbiamo celebrato uno dei più grandi domini della storia del tennis. Con un po’ di fortuna, forse, potremo celebrare Federer a casa sua anche in un’annata cosi difficile.

di Samuele Diodato

Anche il tennis soffre le ripercussioni del Covid-19. E mentre poco si sa sul futuro del calendario, Novak Djokovic ha donato un milione di euro alla sua Serbia, mentre Rafael Nadal e Andre Agassi hanno iniziato una raccolta fondi. Il primo ha chiamato a raccolta tutti gli sportivi spagnoli. Il secondo sta invece utilizzando con la sua fondazione una piattaforma purtroppo non accessibile in Italia. La prima donazione degna di nota, nel mondo del tennis, era stata però quella di Roger Federer. Un milione di euro per le famiglie svizzere più bisognose, con tanto di annuncio su Instagram. Una settimana dopo, nuove notizie però sullo svizzero. Mentre recupera dall’intervento al ginocchio, ha annunciato la sua ennesima partecipazione al torneo di casa. Con la speranza che quindi lo Swiss Indoors possa andare effettivamente in scena dal 26 ottobre al 1° novembre, abbiamo deciso di ripercorrere la lunghissima storia d’amore tra Roger Federer e l’Atp 500 di casa. Basilea è la città dove è nato, dove c’è la squadra calcistica del suo cuore. Ma è anche la città dove a 12 anni ha fatto il raccattapalle nella finale del 1993. Una storia cominciata sul campo ormai quasi 22 anni fa, nel 1998, e costellata di successi nonostante un inizio quasi “maledetto”.

UNA STORIA LUNGHISSIMA – Dopo due anni di rodaggio come wild card tra il 1998 e il 1999, Federer ha mostrato subito di trovarsi a suo agio. Nel 2000 e 2001 però si è fermato per due volte all’atto finale contro la testa di serie numero 2, prima Thomas Enqvist e poi Tim Henman. Le due finali perse, al giovane Federer hanno evidentemente lasciato il segno, mettendogli tanta pressione addosso. Nonostante diventasse sempre più completo e potente, tra il 2002 e il 2003 il tennista di casa ha ceduto prima in semifinale e poi negli ottavi. È stata soprattutto la seconda, per mano di Ivan Ljubicic, a fare malissimo. Perché nel 2003 Federer è già campione di Wimbledon e testa di serie numero 2. Mentre la sua leggenda cominciava a costruirsi negli anni del regno indisturbato negli Slam al di fuori della terra, lo svizzero però ha scelto di saltare per due volte consecutive il torneo della sua città. Vi tornerà solamente nel 2006, già con nove Major in bacheca, per imprimere questa  volta senza alcuna titubanza e più di tutti, il suo nome nella storia del torneo. Da allora giocherà infatti altre 64 partite, perdendone solo tre, le finali del 2009, 2012 e 2013. In totale quindici finali (record nella storia del tennis) e dieci titoli. Meglio fa solo Nadal con i suoi avamposti sulla terra battuta. Nel torneo di Basilea ha cumulato tre strisce di vittorie importanti, 19, 14 e 24, di cui l’ultima è ancora attiva. Pur avendo saltato l’edizione del 2016 per infortunio, Federer è infatti imbattuto a casa sua dalla finale del 2013 contro Juan Martin Del Potro. Questo vuol dire che tra i 33 e gli attuali 38 anni ha realizzato il record personale di cinque titoli consecutivi. Ed è tutto ancora aperto, perché l’ultimo successo è arrivato proprio lo scorso anno, quando tra la semifinale e la finale ha lasciato solamente dieci game a Stefanos Tsitsipas e Alex De Minaur, rispettivamente 17 e 18 anni più giovani di lui.

SI SALVI CHI PUÒQuando Federer giocava la sua prima partita a Basilea, De Minaur non era ancora nato. L’australiano è anche di 29 anni più giovane di Andre Agassi, giustiziere del futuro re nel primo match in casa. Ha affrontato ben 66 avversari diversi, battendone 62, dal tedesco Alexander Popp (classe 1972) nel 1999 fino a De Minaur, nato proprio il 17 febbraio di quell’anno. Oltre ad Agassi (sedicesimi del 1998), gli unici tennisti mai sconfitti da Federer a Basilea sono Enqvist (finale del 2001), Henman (quarti del 1999 e finale del 2001) e appunto il suo attuale allenatore Ljubicic (ottavi del 2003). Gli altri unici tre tennisti a batterlo sono stati invece David Nalbandian, Djokovic e Del Potro. Con tutti e tre il bilancio a Basilea è però in parità. Djokovic aveva osato interrompere la striscia di 19 match vinti, dal primo turno del 2006 fino alla finale del 2009 persa in tre set. La vendetta però è arrivata nell’ultimo atto del 2010, ancora in tre parziali. L’uomo che però più di tutti ha sfidato (e con grande successo) il predominio di Federer a Basilea è stato Del Potro. Nel 2007 il giovanissimo sudamericano era stato surclassato in ottavi di finale. Tra il 2012 e il 2013 però, la Torre di Tandil ha vinto incredibilmente due finali consecutive. Due partite straordinarie, tra le più belle nella storia del torneo, entrambe chiuse in tre set, di cui la prima al tie-break decisivo. I due si sono romanticamente ritrovati quattro anni dopo, quando Federer si è preso la rivincita. Ancora in tre set, in rimonta e con una partita di livello molto alto. Ma Del Potro rimane l’unico insieme ad Henman capace di batterlo più di una volta in Svizzera. Per gli altri, negli anni, solo sconfitte nonostante il grande coraggio. Da ricordare i due match point annullati nella semifinale del 2000 a Lleyton Hewitt. Poi i due tie-break del terzo set vinti tra la semifinale e la finale del 2007: prima contro Paradorn Srichaphan e poi contro Fernando Gonzalez. La vittima preferita è ovviamente Andy Roddick con quattro sconfitte contro Federer (quarti di finale del 2001, 2002 e 2011 e semifinale del 2010). Tre invece quelle di Jarkko Nieminem e l’unico ancora in attività, David Goffin. Come per magia, anche se totalmente slegata al dominio del 2017, a Basilea è cominciata per Federer anche la striscia di vittorie su campi veloci contro Rafa Nadal. Dopo la grande finale del 2015, Federer ha vinto altre quattro volte sul cemento (Australian Open, Indian Wells, Miami, Shanghai) e sull’erba di Wimbledon un anno fa. L’anno scorso è stato anche anno di prime volte. Quello del 2019 è stato quasi per assurdo il primo Swiss Indoors vinto senza perdere un set. Tutto giocando però per la prima volta una partita in meno delle cinque canoniche, col forfait di Stanislas Wawrinka prima della semifinale. Il torneo di Basilea è ancora lontanissimo, per ora al riparo da ogni rinvio. La storia d’amore con Federer potrebbe arricchirsi di un nuovo capitolo quindi anche nel 2020, riportandoci una di quelle abitudini che tanto stanno mancando in un momento così difficile. Sognare non costa nulla.

 

 

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