Nessuno come Rafa Nadal sulla seconda di servizio

Nessuno come Rafa Nadal sulla seconda di servizio

Per il sito Atp, Craig O’Shannessy, il più famoso stratega del tennis mondiale, ha raccolto un paio di numeri interessanti sulla seconda del maiorchino. Nel 2019 è quello che realizza di più, solo Federer potrebbe togliergli il terzo successo consecutivo nella speciale classifica.

di Samuele Diodato

Non c’era certo bisogno del re delle statistiche del tennis, Craig O’Shannessy, per ribadire ancora una volta la superba affidabilità della seconda di servizio di Rafael Nadal. Ma quando lo stesso analista dati dell’Atp, e fra gli altri anche dello Us Open, di Wimbledon e del New York Times, ci mette davanti i numeri del rendimento con la seconda del 33enne di Manacor possiamo comprendere meglio la grandezza di un colpo che sin dai primi anni nel circuito ha aiutato l’attuale numero 2 del mondo a fare la differenza.

UN TRIENNIO DA URLO – La disamina dell’australiano, dallo scorso anno collaboratore di Novak Djokovic, e da poco anche di Matteo Berrettini, evidenzia innanzitutto come le percentuali di realizzazione con la seconda degli ultimi tre anni siano tra le migliori quattro stagioni in carriera per il numero 1 della Race Atp. Il picco risale al 2017, annata chiusa con un pauroso 61,17% di punti vinti. Lo scorso anno, confermandosi in vetta, si è assestato sul 59,57%, cifra simile a quella di questo 2019, che al momento lo vede al 59,97% (836/1394). Come nel 2018, solo Roger Federer può pensare di superarlo, col suo attuale 59,50% (924/1553). In undici tornei giocati, l’iberico ha raggiunto ben dieci semifinali, portando a casa quattro titoli. La miglior prestazione sulla seconda è arrivata, almeno per questo 2019, a Roma, dove ha vinto ben 58 punti su 86 con il secondo tentativo al servizio in campo, un fantastico 67,44%. Sul podio, poi, le prestazioni ad Acapulco (67,16%) e ad Indian Wells (66,67%). Nel triennio 2017-2019, Rafael Nadal ha vinto cinque delle dodici prove Slam giocate, diventando il tennista Over-30 più vincente di sempre in tale categoria. La striscia, ancora aperta, di sette semifinali Major consecutive, è per lui la più lunga in carriera. Insieme al rivale di sempre, Roger Federer, è ringiovanito dal 2017 in poi, e proprio in quella stagione si attesta la sua miglior prestazione di sempre con la seconda di servizio in un singolo torneo. A casa sua, al Roland Garros, ha vinto quasi tre punti su quattro, perdendo solo 39 punti sui 151 con la seconda nelle due settimane di Parigi. Numeri che quindi fanno della seconda di servizio di Nadal la più efficiente da quando, nel 1991, le statistiche sono ufficialmente parte del tennis. Il primato, col 57,45% in carriera sulla seconda, è solido: lo seguono infatti Federer, al 56,85%, e John Isner, al 56,11%.

Di seguito, la tabella che illustra, di anno in anno, la percentuale di punti vinti da Nadal con la seconda di servizio (e relativa posizione in stagione nella graduatoria specializzata):

Anno % Posizione
2017 61,17 1
2008 60,12 1
2019 59,97 1
2018 59,57 1
2010 59,52 1
2013 59,14 2
2005 57,30 2
2006 57,18 2
2012 57,07 2
2009 57,01 3
2011 56,72 2
2007 56,49 3
2014 55,44 6
2015 55,44 9
2016 54,38 10
2004 53,92 10

 

LA MIGLIOR VERSIONE – Lo zio Toni, coach del maiorchino dall’infanzia fino al 2017, ha sempre insistito perché il nipote fosse la miglior versione possibile di sé stesso. Questo, di giornata in giornata, perché bisogna imparare a lavorare con quello che si ha. Ma non solo, anche di stagione in stagione. Per farlo, per aggiungere sempre qualcosa in più, per sorprendere gli avversari al primo giorno dell’anno, bisogna organizzare ossessivamente anche il lavoro tecnico nella off-season. E il team Nadal continua a farlo, la parabola stessa del servizio del detentore di 19 Slam è il simbolo della sua etica. Perché dopo il faticosissimo Us Open dello scorso anno, in cui il mancino di Manacor ha capito di dover abbreviare il più possibile gli scambi, è stata presa la decisione di studiare una meccanica della battuta differente rispetto alla solita. Questo, parola di coach Carlos Moya, non solo per ottenere più punti dalla prima, ma anche per una seconda più penetrante, senza aumentare a dismisura il rischio di doppi falli. La media di questi ultimi, in effetti, nelle ultime 52 settimane è la più alta di sempre, 2,1, al fronte di una media di 1,6 a partita in carriera. La missione iniziata alla fine dello scorso anno, però, è andata buon fine: al servizio, è il Nadal migliore di sempre, anche rispetto a quello del 2010. Da un lato, la percentuale media di prime in campo nel 2019 è certo la più bassa dal 2004, col 64,60%. Ma, dall’altra, la realizzazione con tale colpo, supera anche quella del 2010, 75,51% al fronte del 75,35% di nove anni fa, quando la battuta sembrava aver raggiunto il massimo potenziale. E invece nel 2019 Nadal fa anche più ace che mai a partita, 4,4. Tutto questo, senza snaturarsi: il Re della terra battuta rimane un fenomeno nel fronteggiare le palle break. Quest’anno ne annulla quasi sette su dieci (68,95%), superiore anche alla media in carriera, e soprattutto ne concede solo 4,05 a partita. Meglio fece solo nel 2012, con 3,97. Un anno dopo le maratone che lo costrinsero al ritiro, Nadal a Flushing Meadows ha vinto il quarto titolo, in finale al quinto set contro un tennista dieci anni più giovane. Sabato sposerà la storica fidanzata Maria Francisca Perello, ma il regalo di nozze è già arrivato. Lunedì 4 novembre l’iberico è già certo di tornare in testa al ranking mondiale, e da pochissimi giorni ha ripreso duramente ad allenarsi. C’è da difendere il vantaggio di 1280 punti nella Race, per chiudere per la quinta volta in carriera una stagione davanti a tutti, eguagliando i due acerrimi rivali. I prossimi tornei, tra Parigi Bercy e le Finals di Londra, sono sempre stati i più problematici per lui. Ma di sicuro non c’è nulla di più stimolante che confrontarsi con situazioni difficili sapendo di avere a disposizione un’arma che potrebbe fare la differenza rispetto al passato.

 

Rafael Nadal, of Spain, poses with the championship trophy after defeating Daniil Medvedev, of Russia, to win the men’s singles final of the U.S. Open tennis championships Sunday, Sept. 8, 2019, in New York. (AP Photo/Charles Krupa)
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