Jurij Rodionov, il calciatore mancato che sogna Milano e fa sognare l’Austria

Jurij Rodionov, il calciatore mancato che sogna Milano e fa sognare l’Austria

Jurij Rodionov ha già vinto due Challenger nel 2020 e non ha intenzione di fermarsi. Dal sogno di diventare calciatore ad un obiettivo chiamato NextGen Finals. L’Austria riparte da lui.

di Antonio Sepe

Il 2 marzo 2020 non solo Dominic Thiem ha festeggiato il suo nuovo best ranking, scavalcando Federer e issandosi in terza posizione. Un altro giocatore austriaco ha infatti tagliato questo traguardo, volando alla 168esima piazza delle classifiche grazie agli ottimi risultati ottenuti a livello Challenger. Si tratta di Jurij Rodionov, classe 1999. “Meltinpot”. Così potremmo definire questo ragazzo nato a Norimberga (Germania) da genitori bielorussi, ma che ha scelto di rappresentare l’Austria, paese dove si è trasferito all’età di 16 anni. Nel suo bagaglio culturale, però, c’è spazio anche per la Gran Bretagna. La sua squadra del cuore è infatti l’Arsenal ed il suo torneo preferito è Wimbledon. Che parla fluentemente tre lingue – tedesco, inglese e russo – è già stato detto?

Un enfant prodige anche con la racchetta in mano, fin da quando inizia a praticare questo sport all’età di 4 anni. A dir la verità, il piccolo Jurij voleva fare il calciatore, ma nella sua città i bambini dovevano avere almeno sei anni per giocare a calcio. Nonostante la strada della pallina gialla abbia prevalso su quella del pallone, Rodionov rimane un grande appassionato del football. I risultati nel tennis però non lasciano a desiderare dato che l’austriaco si spinge fino al settimo posto del ranking junior, prima di faticare nel passaggio al professionismo. Nel 2018, inizia a farsi notare nel circuito aggiudicandosi il Challenger di Almaty e superando le qualificazioni nel torneo di casa di Kitzbuhel, prima di uscire al primo turno contro il connazionale Novak nonostante un 6-0 rifilatogli. Nel 2019 è ancora una volta Novak a sconfiggerlo al primo turno dell’Atp 250 di Kitzbuhel e la posizione numero 308 a fine anno lascia l’amaro in bocca, testimoniando di fatto un passo indietro nella sua carriera. 

Il 2020 inizia sulla falsa riga degli ultimi mesi e due sconfitte al primo turno a livello Challenger lo fanno precipitare in classifica. Rodionov perciò decide di cambiare qualcosa e si affida al coach argentino Javier Frana, ex Top 30. I risultati non tardano ad arrivare e questo binomio risulta vincente già dal Challenger di Dallas, dove l’austriaco centra un’importante vittoria ai danni di Seppi al secondo turno primo di approdare all’atto conclusivo del torneo, trionfando dopo aver lasciato appena un set per strada. Improvvisamente tutto cambia, a partire dal ranking e dal conto in banca, fino alle ambizioni ed alla programmazione per il resto della stagione. Jurij infatti non ha minimamente intenzione di fermarsi e vuole volare sempre più in alto. A testimonianza di questo splendido momento di forma, Rodionov si ripete due settimane dopo a Morelos, concedendo il bis a livello Challenger. La sua striscia di vittorie consecutive si prolunga a otto, finché Istomin non lo sconfigge nella semifinale del torneo di Columbus.

Al sito dell’Atp, Rodionov ha svelato la chiave del successo e di come è riuscito a scalare quasi 200 posizione nel ranking in appena un mese: “In passato ero convinto che nessuno mi conoscesse meglio di me stesso e dunque che le decisioni migliori le avrei prese da solo. Al contrario, ascoltare le cose da un diverso punto di vista può fare molto bene ed in questo mese ne ho avuto la prova. Al mio fianco ho un allenatore esperto e questo fa la differenza, soprattutto a livello mentale. Sono sempre stato convinto di essere un buon giocatore. Il problema è che spesso non riuscivo ad esprimere il mio miglior tennis“.

Un altro tassello importante nella crescita di Rodionov corrisponde al nome di Wolfgang Thiem: “Wolfgang è il padre di uno dei migliori tennisti del mondo in questo momento. Lui e Javier mi danno una grande spinta se sto zitto e li ascolto“. Mancino e dotato di colpi molto potenti, Jurij ha infine rivelato il suo obiettivo per il 2020: “Voglio giocare le NextGen Finals a Milano. E’ la mia ultima possibilità di giocarle – essendo del ’99 – e questo mi dà una motivazione incredibile. Sarebbe fantastico partecipare“. Attualmente Rodionov è sesto nella Race to Milan.

Nella speranza di seguire le orme dei suoi idoli Safin, Federer e Nadal, ma accontentandosi anche di ottenere gli stessi risultati del suo amico Dominic Thiem, Jurij Rodionov è pronto a spiccare il volo. E fermarlo, ora, sarà davvero difficile.

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