Cala il sipario sullo US Open, il quarto e ultimo Slam della stagione passa in archivio segnando una svolta, il cambio del numero uno in vetta alla classifica ATP Ranking.
Gli eventi salienti
Gli eventi salienti dello Slam americano che si gioca sui campi in cemento di Flushing Meadows sono rappresentati dalle varie uscite di scena, forse anzitempo, di alcuni protagonisti.
Stiamo parlando delle sconfitte e dei ritiri di coloro che alla vigilia venivano dati come potenziali competiror in vista delle fasi finali del torneo.
Nella prima settimana i primi a gettare la spugna sono stati gli italiani Flavio Cobolli, Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego, Mattia Bellucci, Luciano Darderi, seguiti da Holger Rune, Andrej Rublev, Alexander Zverev, Alex De Minaur e Jack Draper che si è ritirato.
Nel settore femminile la situazione dell’Italia non è stata migliore, dovendo fare i conti con l’eliminazione di Jasmine Paolini che non è riuscita a giocare nella seconda settimana.
L’azzurra non ha fatto meglio neanche nel doppio con Sara Errani, avendo rimediato una sconfitta per la quale non sono riuscite ad arrivare agli incontri clou.
In tema di doppio, non sono andati molto avanti neanche Simone Bolelli e Andrea Vavassori a differenza della coppia di doppio misto, formata da Sara Errani e Andrea Vavassori, vincitori dello Slam di categoria.
Lorenzo Musetti ha migliorato le sue prestazioni in confronto alle precedenti, riuscendo ad arrivare ai quarti di finale, dove è stato fermato da un dilagante Jannik Sinner.
L’epilogo
L’epilogo del torneo, come da previsioni della vigilia, ha decretato il predominio dei “big two” Jannik Sinner e Carlos Alcaraz che, come da pronostico, sono arrivati in finale, come accaduto al Roland Garros, a Wimbledon e anche al Master 1000 di Cincinnati.
Dietro a loro il solito inossidabile Novak Djokovic, che a dispetto dei suoi 38 anni è riuscito ad arrivare in semifinale, dove è stato fermato dal dirompente Carlos Alcaraz, contro il quale non ha potuto fare molto e nonostante la sua ventennale esperienza, ha dovuto cedere all’estro e al gioco di colui che da oggi è il numero uno del mondo.
Anche lo US Open ha confermato che dietro i primi della classe c’è una sorta di vuoto, nessuno può competere con il livello del loro tennis.
Attualmente non si intravvede un “terzo incomodo”, qualcuno capace di tenere testa ai due giovani che primeggiano senza ostacoli.
La realtà è che nessuno di coloro che stanno dietro può raggiungere il livello di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, perché sia i loro coetanei sia i più grandi di loro hanno acquisito una determinata formazione.
Loro due sono nati Sinner e Alcaraz, nel senso che sono dei talenti innati, il loro è un dono che hanno avuto sin da bambini, che hanno coltivato negli anni e che ancora adesso cercano di migliorare, non si può di sicuro pensare che un tennista ventenne o ultra ventenne si possa trasformare e diventare uguale a loro.
La svolta e i prossimi impegni
La svolta che ha segnato lo US Open, come accennato nel sottotitolo, è rappresentata dal fatto che il numero uno della classifica ATP Ranking è cambiato, c’è stata una sorta di avvicendamento, con la vittoria dello Slam il numero uno è diventato Carlos Alcaraz e il numero due Jannik Sinner che insieme alla finale ha perso anche la leadership.
I prossimi impegni sono Master 1000, 500 e 250.
Nel mese in corso, il 17 sono in programma i 250 di Chengdu e Zhuhai, il 24 i 500 di Pechino e Tokio, passando per la Laver Cup che si gioca tra il 19 e il 21.
Il desiderio è sempre quello che gli incontri siano di ottimo livello, potendo dare spettacolo con il miglior tennis possibile.


