A pochi giorni dall’inizio di Wimbledon 2025, i tornei di preparazione al Queen’s e ad Halle hanno lanciato segnali chiari su chi sarà protagonista e su chi invece dovrà ritrovarsi. Carlos Alcaraz e Alexander Bublik sono usciti trionfanti rispettivamente da Londra e dalla Germania, candidandosi con forza tra i pretendenti al titolo sull’erba più ambita del circuito. Alle loro spalle, una serie di conferme e interrogativi, tra risalite illustri e crolli preoccupanti.
Alcaraz, re del Queen’s e favorito per Wimbledon
Il successo di Carlos Alcaraz al Queen’s ha spazzato via ogni dubbio sulla sua adattabilità all’erba. Dopo un avvio complicato contro Jaume Munar, il murciano ha trovato la chiave di volta: “Non potevo più permettermi di soffrire al servizio”, avrebbe confidato. E da quel momento il suo rendimento è schizzato: 37 turni di servizio con una sola palla break concessa – peraltro annullata – e una pioggia di ace, 15 contro Bautista e 18 contro Lehecka. Una gestione da campione, con una maturità sempre più evidente, che lo rilancia come primo candidato alla conquista del suo terzo Wimbledon e del sesto Slam in carriera, a soli 22 anni.
Bublik, talento eccentrico e sostanza da campione
Alexander Bublik, da eterno incompiuto a serio contender. Il kazako, già protagonista a Parigi con i quarti di finale raggiunti, ha dominato l’ATP Halle offrendo il miglior tennis della sua carriera: un mix esplosivo di potenza, servizio imprendibile e colpi imprevedibili. Dopo aver battuto anche avversari del calibro di Medvedev e Sinner, ha dimostrato di essere ben più di una scheggia impazzita. La sua seconda affermazione sul prato tedesco lo consacra definitivamente come un cliente scomodo per chiunque a Wimbledon.
Sinner, il contraccolpo mentale di Parigi
Jannik Sinner arriva a Londra con qualche crepa. L’epica rimonta subita da Alcaraz nella finale del Roland Garros sembra aver lasciato scorie, come ha ammesso lui stesso: “Mi è stato molto difficile competere qui dopo quanto accaduto a Parigi”. A Queen’s, l’azzurro ha faticato, cedendo a un brillante Bublik. Il talento non si discute, ma la tenuta mentale sarà determinante se vorrà lasciare il segno anche sull’erba, superficie in cui non ha ancora espresso tutto il suo potenziale.
Medvedev tra segnali positivi e la maledizione del titolo
Daniil Medvedev è tornato competitivo, ma manca ancora la ciliegina. Dopo un 2023 straordinario nella prima metà e un lungo digiuno di titoli, il russo sembrava pronto a tornare sul trono ad Halle, ma ha sbattuto contro la solidità di Bublik. Nonostante ciò, ha mostrato sprazzi del “Kraken” che fu: servizio incisivo, risposta profonda e buone letture tattiche. La domanda ora è una sola: riuscirà a spezzare l’incantesimo e sollevare il ventunesimo trofeo della carriera?
Le nuove speranze e i veterani in rinascita
Tra le note liete c’è anche Flavio Cobolli, capace di rimontare Joao Fonseca al Queen’s, mostrando resistenza, lucidità e un servizio più efficace. L’azzurro sta salendo di colpi, ma per diventare protagonista negli Slam servirà continuità. Un altro che ha brillato è Roberto Bautista Agut, semifinalista a sorpresa grazie a vittorie su Mensik e Rune: a 37 anni è ancora un osso duro, soprattutto sull’erba.
Marin Cilic, invece, ha scritto una pagina di storia: a quasi 37 anni, è diventato il più anziano vincitore di un torneo Challenger, rientrando tra i top 100. Un risultato che premia la sua longevità e il suo leggendario servizio.
Gli smarriti: da Zverev a Tsitsipas, passando per i canadesi
Chi invece continua a deludere è Alexander Zverev. Il tedesco ha alternato sprazzi di buon tennis a fragilità evidenti nei momenti decisivi. Dopo l’amara finale persa a Stoccarda contro Fritz e un’occasione sprecata contro Medvedev ad Halle, resta una figura incompiuta nella stagione sull’erba.
Stesso discorso per Stefanos Tsitsipas, ancora lontano dai vertici e uscito male da Halle. Nemmeno l’arrivo di Goran Ivanisevic nel team tecnico ha per ora sortito gli effetti sperati: il greco appare nervoso e in crisi di fiducia, e difficilmente migliorerà i suoi risultati a Wimbledon.
I fantasmi aleggiano anche su Felix Auger-Aliassime e Denis Shapovalov. I due canadesi, che avevano acceso le speranze nel 2021 con quarti e semifinali a Wimbledon, sono naufragati a Halle, incapaci di imporsi anche contro avversari modesti.
Tennis femminile: Vondrousova ritrova se stessa, Rybakina e Andreeva deludono
In campo femminile, Marketa Vondrousova torna a far paura. Superata la crisi fisica, ha battuto la numero 1 Sabalenka e ha alzato un trofeo due anni dopo il trionfo ai Championships, lanciando segnali fortissimi in vista del suo Slam preferito.
Deludenti invece le prove di Elena Rybakina, incapace di sfruttare i match-point contro Sabalenka, e di Mirra Andreeva, che continua a macchiarsi di atteggiamenti fuori controllo, come già accaduto a Parigi. Se vuole diventare grande, dovrà imparare a gestire i nervi.
Verso Wimbledon: certezze, outsider e mine vaganti
Alcaraz e Bublik arrivano all’All England Club come i più brillanti protagonisti della stagione erbosa. Dietro di loro, una lunga fila di aspiranti con qualcosa da dimostrare. Tra chi sogna il riscatto (Sinner, Medvedev), chi cerca conferme (Cobolli, Bautista), e chi rischia di perdersi (Zverev, Tsitsipas, Andreeva), Wimbledon 2025 promette un’edizione incerta e spettacolare.


