Murray dice no alla PTPA: “Ingiusto che l’organizzazione escluda le donne”

Il tennista scozzese spiega i motivi della mancata adesione alla nuova Professional Tennis Player Association fondata da Djokovic.

di Sebastiano De Caro, @seba_de_caro

Anche Andy Murray si aggiunge al coro degli scontenti circa le tematiche sindacali che stanno interessando il mondo del tennis. Dopo i tweet di disapprovazione pubblicati da Federer e Nadal nei giorni scorsi in merito alla fondazione della PTPA, lo scozzese rincara la dose, spiegando i motivi che lo hanno spinto a dire no all’adesione.

In occasione della consueta conferenza stampa pre-match, il 33enne britannico, impegnato nella giornata di oggi nel primo turno degli Us Open contro il giapponese Nishioka, ha toccato la scottante questione inerente alla PTPA, associazione di tennisti indipendente dall’Atp: “Non firmerò nessun documento. Non sono contrario ad un’associazione dei giocatori, ma ci sono due ragioni che per il momento mi spingono a dire no. Prima di tutto, penso che l’attuale gestione dovrebbe avere più tempo per far conoscere a tutti la propria visione delle cose. A seconda che il loro lavoro funzioni o meno, potremmo poi essere in grado di prendere una decisione diversa in futuro. In secondo luogo, considero il fatto che le donne non ne facciano parte. Con la loro presenza, si lancerebbe un messaggio molto più potente. Se queste cose cambieranno in futuro, riconsidererò la mia adesione alla PTPA“.

Decisa, ma prevedibile la presa di posizione del pluricampione Slam, che ha sempre mostrato grande sensibilità verso il delicato tema della parità dei sessi, battendosi spesso in prima persona per garantire alle tenniste lo stesso trattamento, economico in primis, riservato agli uomini.

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