Piatti: “Ho già parlato con Moya, vorrei che Sinner si allenasse con Nadal”

Durante un’intervista, Piatti, allenatore di Sinner, parla del giovane pupillo sottolineando gli aspetti che l’altoatesino deve migliorare e ribadendo l’importanza di far allenare Jannik con i più forti.

di Diletta Tanzini

Dopo l’addio al tennis di Maria Sharapova, Riccardo Piatti, uno degli allenatori più conosciuti del panorama tennistico, potrà dedicarsi in toto a Jannik Sinner, giovane promessa italiana del futuro del tennis, già etichettato da lui come il giocatore più talentuoso avuto tra le mani (ricordiamo che Piatti ha lavorato anche con Djokovic). In attesa di capire se e quando il tennis giocato tornerà, durante un’intervista, Piatti ha parlato della particolare annata che il giovane si è trovato a dover affrontare: “La stagione 2020 è iniziata molto bene. Sono andato in Australia per seguire Maria Sharapova e Jannik. Poi, due settimane dopo, Maria ha annunciato il ritiro e Jannik è stato fermato dalla pandemia. Una volta chiuso il club di tennis ci siamo ritrovati praticamente senza nulla. Adesso sembra che piano piano stiamo tornando alla normalità anche se non sappiamo quando tornerà effettivamente il tennis. Certo, questo 2020 avrebbe potuto essere migliore, ma sono cose che capitano nella vita.”
Interrogato poi sulle cose che il giovane Sinner deve migliorare per diventare uno dei più forti, Piatti ha risposto:Jannik ha avuto tempo di lavorare sulla parte fisica stando a casa. Ora che è tornato ad allenarsi sul campo, stiamo provando molto il servizio perchè è uno degli aspetti che deve migliorare di più. Deve cominciare ad usare meglio le rotazioni con il servizio e capire quando deve servire sul rovescio dell’avversario e quando invece sul dritto. Sembra che poco a poco stia migliorando in questi aspetti”.

Piatti ha poi continuato: “Jannik è in una fase di maturazione che durerà più o meno tre anni. Quando aveva 14 anni giocava solamente tre volte a settimana quindi gli serve giocare di più. Ha una capacità enorme di cambiare ritmo con il rovescio e in più può contare su una volè che è tecnicamente molto buona. Ovviamente ci sono cose positive, ma anche negative. Lui si arrabbia molto in partita quando le cose non vanno come vorrebbe. Questa mentalità cambierà nel corso degli anni, ma possiamo dire che Jannik è sulla strada giusta per fare grandi cose in questo sport“. Piatti, dopo averlo già dichiarato in svariate occasioni, ribadisce l’importanza che ha per lui il fatto di far allenare la giovane promessa italiana del tennis con i migliori tennisti del circuito, a maggior ragione in questo periodo: “Porto spesso Jannik ad allenarsi con Popyrin o con Tsitsipas. Fra pochi giorni arriveranno a Montecarlo anche giocatori come Zverev e Wawrinka, dai quali imparerà sicuramente molte cose. Ho già parlato anche con Carlo Moya perchè vorrei che Jannik si allenasse qualche volta con Nadal. Ovviamente mi piacerebbe farlo allenare anche con Djokovic. In questi mesi senza tornei, vorrei che facesse alcune partite di allenamento con alcuni dei migliori giocatori del circuito in modo da poter apprendere svariate cose da poter riadattare poi al suo stile di gioco”.

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