US Open: il meglio e il peggio al giro di boa

US Open: il meglio e il peggio al giro di boa

Si è conclusa la prima settimana di questi atipici Us Open, e nella bolla ci sono state sorprese a non finire. L’assenza di tante top players pesa e le outsider non hanno paura di farsi avanti, rendendo la seconda settimana incerta. Vediamo più nel dettaglio quali sono state le protagoniste fino a qui, nel bene e nel male

di Marco Bonavoglia

La parte alta del tabellone di questi US Open è stata la prima a scendere in campo, e quindi anche la prima a presentare la lista delle 8 giocatrici allineate agli ottavi di finale. Guardando questa metà è difficile non partire a parlare del nome che lo guidava: Karolina Pliskova. La ceca è stata protagonista di un rientro nel circuito piuttosto difficile dopo la lunga pausa forzata e già a Cincinnati aveva destato parecchi dubbi sulla possibilità di aggiudicarsi il suo primo Slam.

Se già al primo turno ha palesato una forma non ottimale contro Kalinina, nulla ha potuto al secondo contro una straripante Garcia. La transalpina ha trovato servizio e dritto dei tempi d’oro e ha condotto il match senza appello quasi fino alla fine. Proprio davanti alla linea del traguardo ha sentito la pressione e ha subito il rientro della ex numero 1 del mondo, riuscendo però ad evitare uno scomodo del terzo set e chiudendo la pratica al tiebreak.

Karolina in tutto questo è apparsa lenta, poco reattiva e pigra nella ricerca di palla, oltre che molto contrariata. Era una grande occasione per lei vista l’assenza di ben sei top10, sa bene di non averla sfruttata al meglio. Garcia sembrava poter ambire ad un grande risultato, che le manca ormai da anni, ma al terzo turno ha trovato una delle atlete più in forma del 2020, nonché sua bestia nera, Jennifer Brady. Nella sfida a colpi di servizi e dritti vincenti a spuntarla è stata, ancora una volta, la statunitense, che sul cemento outdoor esprime in modo costante un tennis da prime al mondo.

Sempre in questa zona di tabellone vi è stato un piacevole exploit, firmato da un’altra statunitense. Dopo aver eliminato Arantxa Rus all’esordio, la classe 2000 Ann Li si è regalata una vittoria di grande prestigio ai danni di Alison Riske, lasciandole appena due game. Il sogno della ventenne di King of Prussia si è infranto contro la grande solidità di Angelique Kerber, che approda silenziosamente agli ottavi, senza il grande clamore mediatico che la accompagnava quando era numero 1 ma con la stessa voglia di dire la sua fino alla fine.

Ha sfiorato gli ottavi anche Alieksandra Sasnovich, attualmente calata molto in classifica ma che in giornata fa male a chiunque. Aveva già dato segni di ripresa nei tornei su terra e ora sembra voler confermare questo trend. Al secondo turno ha prevalso in modo netto su Vondrousova, cedendo solo 3 game, e contro Putintseva è andata avanti un set prima di crollare. C’è speranza di rivederla ad alti livelli prossimamente.

Bella sorpresa anche la classe 2000 russa Varvara Gracheva, che al secondo turno ha rimontato Kiki Mladenovic in un match surreale, con la transalpina che conduceva 6-2 5-1 con diversi match point a disposizione ma finiva per incassare un sonoro 6-0 al terzo. Per la russa si tratta della prima volta al terzo turno di uno Slam, ma per gli ottavi dovrà almeno attendere il Roland Garros, perché Petra Martic ha saputo arginarla senza grandi problemi, conquistando uno dei 16 posti disponibili del quarto turno.

Una giovane che invece di terzo turno ne aveva già giocato uno, anche se diversi anni fa, è Marta Kostyuk, predestinata classe 2002 che nel 2018 aveva lasciato tutti di stucco vincendo, ad appena 15 anni, due match nel tabellone principale a Melbourne. La pressione ha presto reso difficile la vita alla promessa ucraina, che nel 2019 è calata in classifica e ha ricominciato con calma dagli Itf.

Non era ancora pronta all’epoca, per questo motivo il terzo turno conquistato qui a New York ha un valore ben più importante: dopo le vittorie su Kasatkina e Sevastova, Kostyuk ha dato battaglia a Naomi Osaka per 3 set, uscendo a testa alta dal torneo. Ora si può affermare a tutti gli effetti, Marta Kostyuk è pronta per il tour maggiore.

Nel frattempo Osaka, nonostante la vistosa fasciatura alla coscia sinistra, procede bene nel torneo, e al secondo turno ha lasciato le briciole alla nostra Camila Giorgi al secondo turno. Ha sorpreso invece in negativo un’altra giovanissima, Coco Gauff, che al primo turno ha avuto enormi difficoltà contro una non irresistibile Sevastova. Ha provato ad allungare il match, ma a vincere è stata la lettone, poi appunto sconfitta da Kostyuk. Questa è la prima volta che Gauff disputa uno Slam senza arrivare almeno al terzo turno.

 

Procedono netti i percorsi di Petra Kvitova e Anett Kontaveit, con la seconda che ha dovuto rimontare un set a Collins all’esordio ma ha poi vinto tutti i 6 parziali seguenti e ora affronterà Osaka. Per Kvitova, una bella sorpresa agli ottavi visto che troverà Shelby Rogers, che sta finalmente ritrovando il suo miglior tennis. Al secondo turno ha eliminato Rybakina, che sembra aver un po’ perso il filo rispetto al livello mostrato a inizio 2020.

Kvitova invece al terzo turno ha eliminato Jessica Pegula, che su queste superfici rappresenta un ottimo test, passato a pieni voti. A deludere in questa parte alta, infine, è stata Dayana Yastremska. Dopo il curioso scambio di tweet con il suo allenatore, Sascha Bajin, la giovane ucraina ha faticato all’esordio contro Sharma e ha capito poco contro Brengle, uscendo di scena anzitempo. Poteva essere anche per lei una bella occasione, ma il tempo è dalla sua parte. 

Anett Kontaveit

Per la parta bassa invece, è impossibile non iniziare dalla più grande sorpresa di questi Us Open, un ritorno tanto gradito quanto inatteso. Tsvetana Pironkova nel 2017 appendeva la racchetta al chiodo e qualche mese dopo diventava mamma del piccolo Alexander. Di lei non si è saputo molto nei mesi seguenti, e nonostante non ci fosse un ritiro ufficiale, visti i 30 anni ormai compiuti molti hanno supposto non l’avrebbero più rivista in campo.

Ma Tsvetana ha sorpreso tutti quando, proprio durante l’inizio della pandemia ha annunciato il ritorno alle gare. È avvenuto qui, a New York, e nel giro di pochi giorni ha sconfitto Samsonova, Muguruza e Vekic. Ora è agli ottavi e ha un match alla portata contro Alize Cornet, che ha usufruito del ritiro di Madison Keys. La favola, forse, può continuare.

E alla ricerca della sua favola personale è anche Serena Williams, che dopo la pandemia ha mostrato molti limiti nel suo tennis, ma che partita dopo partita sembra crescere. La motivazione è tanta e la posta in gioco è alta, ma per ora, eccetto un set ceduto a Sloane Stephens al terzo turno, Serena procede spedita. Agli ottavi la rivincita contro Maria Sakkari, contro la quale ha perso a Cincinnati in modo rocambolesco, sprecando un ampio vantaggio e facendosi rimontare. Fino alle semifinali non vi sono avversarie irresistibili, vedremo se reggerà bene la pressione.

Piacevole sorpresa, anche se non approdata neanche al terzo turno, è stata la giovanissima statunitense Katrina Scott, classe 2004, che con il suo servizio devastante e la sua grande abilità nella gestione degli spazi del campo ha dapprima eliminato Vikhlyantseva, e poi ha tenuto per oltre un’ora sotto torchio Amanda Anisimova. Arrivata però a servire per il match è crollata e la più esperta – anche se sempre di classe 2001 parliamo – Anisimova ha completato l’opera senza difficoltà. Scott ha già un posto riservato tra le grandi del tennis, rimane solo da capire in quanto tempo ci arriverà.

Anisimova

Ottime conferme arrivano anche da Victoria Azarenka, che dopo il titolo vinto a Cincinnati, seppur senza scendere in campo, ha lasciato dopo alle sue avversarie qui. In particolare, al secondo turno ha demolito la connazionale e numero 1 di Bielorussia Aryna Sabalenka, che conferma il trend negativo mostrato dopo la pausa. Se Aryna è poco reattiva ed efficace, tutto il contrario la ex numero 1 del mondo, che sta ritrovando una spinta da fondocampo che non si vedeva con assiduità da molto tempo.

Parlando ancora di giovani, ottimo risultato per la classe 2001 Caty McNally, che ha raggiunto il terzo turno battendo anche Alexandrova, testa di serie numero 21 che all’esordio era riuscita ad arginare una buona Kim Clijsters, che sembra avvicinarsi al livello necessario per tornare nel tour. Per McNally nulla da fare contro Elise Mertens poi, ma la strada è quella giusta e la vedremo presto fissa tra le prime 50 al mondo.

Infine, arrivano conferme anche da Sofia Kenin, che era apparsa in difficoltà durante Cincinnati ma che qui ha ritrovato buone sensazioni. Vittoria di prestigio – e portafortuna – quella contro Ons Jabeur al terzo turno, visto che Kenin aveva trovato l’estrosa tunisina anche nel cammino a Melbourne. Per Kenin adesso due durissime sfide, una con Mertens e l’altra con Azarenka o Muchova, per volare in semifinale e chissà, una semifinale contro Serena Williams non sembra impossibile. 

I nomi validi per la vittoria sono tanti, dalle più esperte come Williams, Azarenka, Kerber e Kvitova, alle giovani già titolate come Kenin e Osaka, alle nuove top players in cerca di uno Slam, come Mertens, Kontaveit, Brady o Muchova. Da adesso in poi il tabellone sarà durissimo, buon divertimento a tutti. 

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