La decisione di Jannik Sinner di non partecipare alla prossima Coppa Davis ha acceso un intenso dibattito nel mondo sportivo italiano. Tra opinioni contrastanti di tifosi, commentatori e persino politici, è intervenuto in difesa del tennista altoatesino Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), che ha spiegato e contestualizzato la scelta del numero due al mondo.
“Sinner era stato chiaro fin dall’inizio”
Binaghi ha raccontato che la decisione di Sinner non è stata improvvisa, ma pianificata con largo anticipo. “Jannik è stato fin da subito chiaro: lo scorso anno, davanti a me e al ministro Giorgetti, durante le Finals di Torino, mi disse che non ci sarebbe stato”, ha spiegato il presidente. Il dirigente ha poi aggiunto di aver sperato fino all’ultimo in un ripensamento, specialmente dopo il lungo stop forzato del giocatore: “Ho pensato che la squalifica potesse fargli cambiare idea, ma niente: la scelta era definitiva”.
“Abbiamo capito e condiviso la sua decisione”
Lontano da qualsiasi polemica, Binaghi ha ribadito la piena comprensione della FITP verso il proprio campione. “L’abbiamo capita e condivisa. La storia ci insegna che ogni sua rinuncia ha prodotto conseguenze positive. Sarà così anche questa volta”, ha sottolineato. Per il numero uno federale, la priorità è che Sinner torni in vetta al ranking mondiale: “Per l’Italia è più importante che lui torni numero 1 piuttosto che vincere un’altra Davis”.
Il presidente ha voluto anche smontare le critiche sulla presunta mancanza di riconoscenza del tennista verso la maglia azzurra. “Conosco Jannik fin da bambino, conosco la sua famiglia e il suo team. Erano stati chiari fin da subito, lo difenderò sempre e a prescindere”, ha dichiarato. Per Binaghi, la vera riconoscenza di Sinner verso il movimento italiano si manifesterà con i risultati: “Quando tornerà numero 1 al mondo, quello sarà il suo modo di dire grazie al tennis italiano”.
Un movimento in salute e obiettivi ambiziosi
Binaghi ha approfittato dell’occasione per sottolineare l’ottimo momento del tennis italiano, sia sul piano tecnico che organizzativo. “Il livello raggiunto fa paura, siamo quasi al massimo e da qui possiamo solo scendere. Più di così è impossibile”, ha affermato.
Guardando alla squadra di Coppa Davis, il presidente non nasconde il suo ottimismo: “Abbiamo uno squadrone. Certo, con Sinner partiremmo da un punto e mezzo a zero per noi, ma anche senza di lui possiamo giocarci le nostre chance contro Spagna, Repubblica Ceca e Francia”.
Un elogio speciale è andato a Lorenzo Musetti, di cui Binaghi ha lodato la crescita: “Ha un talento inarrivabile, ma rischiava di perderlo per le troppe proteste. Ora è più maturo, parla meno e ha migliorato il servizio”.
Il futuro: Torino capitale del tennis
Infine, il presidente FITP ha confermato il grande impegno dell’Italia nell’organizzazione delle ATP Finals di Torino, che resteranno un punto fermo nel calendario internazionale: “Potremmo avere due italiani in campo e da oro. Organizzeremo uno spettacolo senza precedenti, il nostro Super Bowl”. Binaghi ha anche assicurato che il contratto per le Finals è già stato rinnovato e non può essere messo in discussione: “Tornare indietro sarebbe una grave perdita di credibilità per il Paese”.
Con le sue parole, Binaghi ha voluto chiudere il caso Sinner riportando la discussione su un piano costruttivo: difendere le scelte di un campione, valorizzare il movimento italiano e guardare al futuro con ambizione e fiducia.


