Cosa aspettarsi dal 2020 di Fognini

Dopo l’ultimo infortunio, gli interrogativi sulla stagione di Fabio si moltiplicano. Tutto passa da un rapido recupero di una forma fisica brillante.

di Luca Sassone

È di poche ore fa la notizia che riguarda il nostro Fabio Fognini e la sua cancellazione dall’ATP 250 di Marsiglia che si terrà la prossima settimana. L’azzurro aveva inserito il torneo francese nella sua programmazione ma i guai fisici che ne stanno condizionando le prestazioni, non sembrano volerlo abbandonare. Non si conosce perfettamente l’entità dell’infortunio occorso a Fabio durante la partita d’esordio a Rotterdam contro Khachanov; è chiaro però che appare fondamentale recuperare in vista dei prossimi tornei, per rimanere in alto in classifica.

L’inizio di 2020 è stato caratterizzato da prestazioni agrodolci. La prima partita stagionale lo ha messo contro Daniil Medvedev, in occasione dell’ATP Cup. Nonostante la sconfitta in tre set, l’azzurro aveva offerto buone sensazioni, considerata anche la caratura dell’avversario. In seguito una brutta sconfitta contro Casper Ruud ed una buona vittoria contro John Isner a chiudere la nuova competizione a squadre. Ad Auckland, nella settimana successiva, viene sconfitto all’esordio da Feliciano Lopez. Il tutto è rimandato alla prima prova Slam dell’anno.

Il capitolo Australian Open merita obbligatoriamente un cenno a parte. In questa occasione si è toccata con mano l’essenza dell’apoteosi tennistica di Fabio, che fa e disfa costantemente, realizzando le due cose con la medesima naturalezza. Nel match d’esordio, ormai spalle al muro, sotto di due set con Opelka, comincia a sfoderare i colpi migliori del suo repertorio, scalfendo lentamente la resistenza dell’avversario. Tra esultanze ed imprecazioni, il nostro tennista si spinge al quinto e la chiude alla sua maniera: 10-8 al super tie break, nella lotta più assoluta. Il secondo turno, contro l’australiano Thompson, è altrettanto complesso e drammatico ma con una trama inversa: Fabio si porta avanti di due parziali ma chiuderla subito sarebbe forse troppo semplice o poco in linea con il suo essere. Nemmeno a dirlo, la partita si chiude al quinto: 10-4 al super tie break, altro film prodotto in veste di attore e regista e testa al match successivo. Terzo turno insidioso contro Pella, argentino fondocampista dallo spirito tenace. Questa volta Fabio è decisamente più centrato ed in tre set conclude la pratica e si regala una grandissima occasione: battere Sandgren per il sogno Federer ai quarti. Peccato che l’americano, dalla classifica chimerica, non fosse d’accordo con questi piani e, facendo ricorso al repertorio migliore del suo tennis, in perfetta linea con il suo nome, pone fine al cammino dell’azzurro.

Fognini durante l’Australian Open

La recente sconfitta a Rotterdam ha riaperto la questione infortuni. Sono infatti molti mesi che Fabio vede le sue prestazioni condizionate da problemi di natura fisica, da ultimo un non ben identificato fastidio alla gamba sinistra. Ciò inevitabilmente si ripercuote sulle prospettive della stagione in corso e sugli obiettivi da centrare. Fognini, nei giorni scorsi, ha tuttavia dichiarato che non si è mai posto obiettivi né sul breve né sul lungo periodo; il vero traguardo è raggiungere una condizione fisica ottimale dalla quale ripartire per potersi esprimere al meglio.

I prossimi tre mesi costituiscono un importante crocevia nell’annata tennistica dell’italiano. Sono molti infatti i punti da difendere ed è assolutamente fondamentale ritornare al top fisicamente. Conquistare in questa fase dei buoni risultati significherebbe rimanere al vertice della classifica mondiale per poi tentare l’affondo e la caccia alle Finals nella seconda metà dell’anno. Non ci resta che affidarci alle sue parole, in piena linea con le sue caratteristiche tennistiche: non espliciti e concreti obiettivi nel breve, piuttosto un recupero totale dagli infortuni per dare sfogo alla sua forza tennistica. Sempre e comunque in pieno stile Fognini.

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