Judy Murray: “Il tennis scozzese non si deve fermare con i miei figli”

Judy Murray: “Il tennis scozzese non si deve fermare con i miei figli”

La Signora Murray, in un’accorata intervista per l’Independent, lamenta come la Scozia non abbia saputo capitalizzare il successo dei propri figli, per portare il Tennis a diventare uno sport di massa. Da grande battagliera qual è, ha in mente un progetto ambizioso per reperire fondi e risorse per far sì che il Tennis diventi un punto di riferimento per tutta la Scozia, coinvolgendo addirittura il Governo.

di Giuliana Cau

Madre, prima tifosa e manager dei propri figli. Questo e molto altro è Judy Murray, la mamma più famosa del Tennis moderno, devota alla carriera dei suoi ragazzi più che a se stessa, grande femminista e donna dallo spirito libero e sincero, che non teme di dire quello che pensa nello stesso momento in cui lo pensa. L’abbiamo vista sorridere nei campi da Tennis accanto al figlio minore, il fenomeno che dopo tanti sacrifici ha vinto tre slam, ma sempre vicina anche al più grande, quello meno dotato in singolare ma asso del doppio come pochi. L’abbiamo ammirata mentre si emozionava e commuoveva, pochi giorni fa a Melbourne, nell’assistere forse all’ultima partita giocata dal secondogenito Andy. L’abbiamo ascoltata quando ha difeso le donne e le tenniste odierne dal sessismo purtroppo ancora in auge nel circuito, e l’abbiamo sostenuta quando ha asserito che le retribuzioni tra uomini e donne dovrebbero essere le stesse. Infatti non stupisce che, con una madre così, Andy Murray sia stato forse l’unico tennista di sesso maschile a concedersi un’allenatrice donna. Ma le battaglie di Judy non sono finite col presunto e presumibile ritiro del figlio. Difatti la genitrice di Andy Jamie Murray ha paura che, dopo l’addio dei propri eredi, lo sport della racchetta possa addormentarsi per decenni, in attesa della nascita di qualche altro talento, e crede che la costruzione di più campi al coperto sia cruciale per il futuro del Tennis in Scozia. Judy è preoccupata per il fatto che la Gran Bretagna non è riuscita a trarre profitto dal successo dei suoi due figli e per questa ragione sta cercando supporto dalla Lawn Tennis Association per attuare un progetto da lei ideato, ovvero quello di costruire campi da tennis (e golf) vicino alla città natale di Dunblane. Judy Murray ha sottolineato come, nonostante il riverbero suscitato dal figlio Andy tra il 2006 e il 2016, in Scozia non siano stati edificati campi da tennis pubblici, a livello indoor.

Disponiamo a mala pena di due campi coperti a Glasgow: il primo al David Lloyd, il secondo al Rouken Glen, che sono dei club commerciali. Ce ne sono poi quattro all’hotel Gleneagles, una struttura a cinque stelle, ma l’accesso è a pagamento e il complesso si trova a metà strada tra Glasgow ed Edimburgo. A questi si aggiungono quattro campi al coperto alla St. Andrews University, che sono stati interamente finanziati dall’università, ma tra il 2006 e il 2016, quando Andy e Jamie sono riusciti a diventare numeri 1 del mondo (Andy in singolare, Jamie in doppio) non è stato costruito nient’altro -ha specificato la signora Murray-  E’ stato molto difficile praticare il Tennis in un paese come il nostro, dove il tempo è terribile e senza strutture interne allenarsi è improponibile. Se i nostri campi sono costantemente allagati o coperti di neve e, mentre stai giocando improvvisamente piove, è impossibile allenarsi. Abbiamo quindi bisogno di strutture al coperto -ha spiegato Judy Murray- non solo per avvicinare i giovani al gioco, ma anche per aumentare il numero degli allenatori e vedere il coaching come una possibilità di lavoro da portare avanti tutto l’anno. Questa eventualità esiste solo nei club commerciali, ma a poco serve il loro supporto se i campi non sono chiusi. Le strutture private sono una cosa, quelle pubbliche in generale un’altra, ma ritengo che le strutture pubbliche all’aperto siano state realizzate meglio. Abbiamo però bisogno di costruire campi anche nelle scuole statali; ora solo le scuole a pagamento li hanno, ma non tutti possono permettersi di frequentarle. In questi anni non siamo stati in grado di capitalizzare l’entusiasmo, il clamore e il profilo che abbiamo avuto in Scozia ed è un vero peccato“. Judy Murray è delusa anche dall’incapacità di sviluppare una forza lavoro abbastanza grande da aiutare i bambini a godersi il tennis. “Già cinque anni fa mi ero accorta che noi scozzesi non stavamo sfruttando l’onda del successo portata avanti dai miei figli, per creare una forza lavoro importante che possa aiutare i nostri studenti, ma anche gli adulti, a fare qualcosa di bello qui. -ha confermato Judy Murray- Il mio più grande desiderio è che ci sia un’eredità per la Scozia e di poterla usare, io e altri, come perno di costruzione per una nuova forza lavoro nella nostra regione. Le persone possono venire da me piuttosto che andare chissà dove, perché se non investiamo negli scozzesi, nelle persone, non arriveremo molto lontano. Per me la vera eredità risiede nei nostri giocatori e nelle basi del nostro gioco; il 99% di essi si fermerà, indubbiamente, al livello amatoriale. Ma esiste l’1% dal quale attingere talenti che potrebbero mettere su una vera carriera. Bisogna pensare a questo e portare la massa dentro la squadra, se vogliamo crescere“.

Judy Murray, Melbourne 2019
Judy Murray, Melbourne 2019

A tal proposito Judy Murray è stata coinvolta in un progetto per costruire un campo da tennis e da golf nel Park of Keir, a sud di Dunblane. La struttura proposta fornirebbe campi al coperto e all’aperto per uso comunitario, ma attualmente vi è una carenza di circa 6 milioni di sterline nel finanziamento per lo sviluppo del Tennis in quanto sport nazionale. Considerato il successo a livello scozzese negli ultimi anni (nonostante la mancanza di fondi) Judy sostiene che il progetto meriti investimenti più robusti. L’LTA finora non è riuscita a sostenerlo dal punto di vista finanziario, ma la lady di ferro insiste: “C’è ancora tempo per rivederlo e migliorarlo e penso che riuscirò a portare avanti il ​​mio centro, se sarò capace di trovare il sostegno del Governo e dell’LTA per costruirlo. Sono certa che non sussista alcun motivo per cui non possiamo rifare tutto da capo e -ha aggiunto- non dovrebbe essere nemmeno una mia battaglia, ma un’eredità da lasciare a chi, un giorno, vorrà percorrere la stessa strada di Andy e Jamie“. L’LTA, ovviamente, ha risposto alle stilettate di Judy Murray, sottolineando che stava procedendo con un’iniziativa di finanziamento congiunto da 15 milioni di sterline, disegno lanciato circa due anni fa in cooperazione con la comunità sportiva e l’agenzia nazionale per lo sport a nord del confine. L’obiettivo della LTA, in collaborazione con Tennis Scotland, è quello di raddoppiare il numero di campi coperti nel paese a 225 entro il 2027, con il proposito di aumentare il numero di persone che vorranno praticare questo sport. Valutato l’immenso curriculum personale della Signora Murray, siamo certi che sarà colei che maggiormente si renderà partecipe per reperire fondi, visibilità e sponsor e, qualora malauguratamente Andy non riuscisse a risolvere i suoi problemi ormai cronici all’anca, il campione di Wimbledon sarà certamente al suo fianco come testimonial principale di un’iniziativa davvero molto, molto ambiziosa.

https://www.tenniscircus.com/news/murray-duro-tennis-britannico-senza-futuro-la-partecipazione-e-in-calo-e-le-strutture-mancano/

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  1. Andrija Zidar - 7 mesi fa

    MAMIN,,,SIN,,,,

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  2. Daniela Narducci - 7 mesi fa

    Grandissima la mamma di Andy. E tanti la giudicano male… Ma credo che sia una donna molto all’avanguardia, ha educato il figlio anche ad avere idee molto votate all’altruismo. Meglio dire, ha una mentalità molto aperta, ha tirato su un ragazzo che è anche di un humour spiccato, ma saggio, se lo fai ragionare su temi importanti. E sono contenta che voglia far crescere il tennis in Scozia. C’è bisogno di altri ragazzi che si innamorino di questo sport. E che lo pratichino anche con animo nobile.

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    1. Giuliana Cau - 7 mesi fa

      Anche in Italia avremmo bisogno di una personalità così forte e con le idee ben chiare.

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    2. Daniela Narducci - 7 mesi fa

      Giuliana Cau infatti.

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  3. Maria Diomede - 7 mesi fa

    È una gran bella iniziativa. Mi auguro che il suo esempio sia da stimolo anche nel nostro paese

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  4. Franco Bellini - 7 mesi fa

    Donna intelligentissima

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  5. Franco Bellini - 7 mesi fa

    Ha ragione

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